Il Piccolo Teatro dell’Aldilà – NO DREADLOCK

di Domenico Caringella

Il Piccolo Teatro dell’Aldilà: NO DREADLOCK
(Seduta spiritica reggae in 4 atti)

Personaggi:
– Ras Tafari Makonnen Woldemikael
– Robert Nesta Marley
– Il doganiere (il leone Adua)
– Vassily Riskov

I. (11 maggio 1981, Regno dei Cieli, tra l’Etiopia e la Giamaica,dogana)

ROBERT NESTA MARLEY : Fammi entrare nella Tua Terra, Negus Negasta
RAS TAFARI: Con quei capelli? Te lo scordi
ROBERT NESTA MARLEY: Perdonami. Mi raderò, mia Luce! …Un po’ d’erba mio Signore?
RAS TAFARI: Mai fumato, io Leggi il resto dell’articolo

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Dreadlock!

Bologna-Babilonia è la città sfondo di questo romanzo breve (uscito per la collana Novevolt) scritto dal giovane Jacopo Nacci. La ballata di Dreadlock, o meglio quella di Matteo, è la triste storia del suo perduto amore e del suo fatale destino, che porta Nacci a cantare una Bologna surreale e perduta, che muore e si rialza, vittima sacrificale ma anche zombie infetto e putrefatto. È difficile articolare per punti una trama che racconti brevemente questo romanzo. Più che la sequenza degli eventi, è l’atmosfera a caratterizzare la narrazione. I protagonisti sono degli studenti che vivono il melting-pot della bassa padana, dove le antiche cancrene politiche vengono rigenerate da nuove violenze di stampo razzista. La follia che sorge dal disperato desiderio di autoaffermazione fa nascere mostri, figli più della lucidità che della passione. Matteo, il suo amico/mentore Lorenzo e la sua compagna Valeria ne sono vittime. A Matteo però giunge un dono: Dreadlock. Dreadlock è un demone, che si incarna in Matteo, e tutto il romanzo – visto come possessione – altro non è che una discesa agli inferi, un percorso iniziatico, un rito di passaggio per un ragazzo che deve diventare uomo, crescere, al punto che i suoi genitori stessi non lo riconoscono più. Come a Delfi e a Cuma, anche qui a Bologna-Babilonia sono i fumi dell’oracolo a inebriare il questuante e a permettere al Dio di possederlo, di trasformarlo nella sua voce, nei suoi occhi, nelle sue braccia. Lorenzo è il mentore, più Don Juan che Virgilio: seguendo Matteo/Dreadlock sale lo ziqqurrat di Babilonia così come scende i gironi dell’inferno. Ma la purezza non esiste, e Ser Galahad è solo il sogno di un’umanità adolescente. Così Valeria/Euridice non ha possibilità di salvarsi, deve subire la Grande Metamorfosi, elemento nel processo di rinascita e purificazione di Matteo/Dreadlock e di Bologna/Babylon. Fluttuante tra l’immaginario dei super-heroes Marvel e DC comics da un lato, e la mistica olistica roots return del reggae giamaicano dall’altro, Dreadlock dà il titolo a una delicata e poetica ballata. La ballata di un amore che trascende la grigia realtà della provincia, per morire in un mondo nuovo. L’idea di fondo è che se si combatte contro gli dei non si può averne altro che dolore. Leggi il resto dell’articolo

Il senso del piombo – Liguori intervista Luca Moretti

Luca Moretti, scrittore e papà di TerraNullius, nel suo nuovo romanzo, Il senso del piombo, nelle librerie da metà maggio per i tipi di Castelvecchi, affronta una materia difficile e insidiosa: la destra eversiva degli anni Settanta e Ottanta. L’autore ci parla, attraverso una scrittura lineare e scorrevole, di quegli anni bui di attacco frontale alla borghesia e al potere, della storia romanzata del Tenente, alias Carlos Reutemann, la sigla che nel romanzo è il nome multiplo usato per rivendicare le azioni della Gioventù Nazional-Rivoluzionaria, ovvero i Nar di Giusva Fioravanti, alias Carlos Reutemann.

Moretti indossa i panni del terrorista nero e immagina di raccontare a suo figlio la storia di quegli anni, di quella guerra, spiegargli il senso di tutti quei morti ammazzati, il senso di tutto quel piombo. Facciamo quattro chiacchiere con lui.

Perché hai deciso di raccontare la storia del terrorista Giusva Fioravanti? Leggi il resto dell’articolo