La croce

croce

di Domenico Caringella

Il primo regalo arrivò quasi subito, quella stessa notte, come se lo sparo non fosse stato solo un sigillo ma anche un richiamo, un’invocazione; era pioggia che aveva iniziato a battere l’aia, prima con metodo e poi senza tregua, appiattendo il terreno dove i grumi indicavano il punto dove era stato appena smosso.
L’altro dono, secondo un ciclo fatto di tempi ravvicinati e di uno sfolgorante succedersi delle stagioni condensato in una manciata di ore, lo portò il mattino, era sole che asciugando il suolo cancellava le ultime tracce che Maria aveva lasciato andandosene per sempre.
Il disco di fuoco era ormai bianco e alto quando quello che restava della porta cigolò sulle cerniere e Luis uscì dalla vecchia casa cadente. Restò pochi istanti sul porticato, cercando inquieto un segno sulla pianura, poi scese nell’aia e si fermò ai piedi della vecchia cisterna, dove la sera prima aveva scavato la fossa. Notò che rimaneva ancora visibile una Leggi il resto dell’articolo