Cavallo – parte seconda

semaforo-2(Un racconto di Davide Dalmiglio – Qui la prima parte)

Fabio si è seduto al bar, ha ordinato un caffè e abbozza un sorriso, guarda prima Lorenzo Adami poi le riviste aperte sul tavolino. È giovane, camicia alla moda dentro pantaloni scuri, capelli ordinati e chiari. Non fuma, o almeno non in macchina, si scusa a più riprese del malinteso con la zia.
– A volte abbiamo qualche problema di comunicazione, non riesco a capire che cosa vuole.
Lorenzo è seduto di fronte al ragazzo e ha appena finito di mangiare un cornetto. Lo guarda con uno sguardo strano, troppo fermo.
Il viso è magro, occhi infossati e capelli sottili pettinati all’indietro. Leggi il resto dell’articolo

Guida per riconoscere il tuo precariato

uomo cricetodi Matteo Pascoletti

Allora tu forse vuoi la storia genere Oh Come Mi Sento Vicino Al Protagonista E Alle Sue Sfighe Quotidiane Speriamo Che Alla Fine Ce La Faccia Perché È Un Tipo In Gamba Proprio Come Me, vuoi l’io narrante, l’io narrato e, per non annoiarti troppo, vuoi pure l’io copulante e la lei copulata. Vuoi il tizio che lavora al call center o il tutor in una scuola parificata, vuoi il procacciatore di contratti, lo schiavo Co-Co-Dè: lo vuoi vessato, sfruttato, disperato. Vuoi il mobbing, l’alienazione, vuoi il confine tra lucidità e follia farsi sottile e tagliente come lama di rasoio sporca. Vuoi che in mezzo a tutto questo sturm und crash sbuchi la provvidenziale dose di riscatto, vuoi il protagonista che trova l’aiuto insperato e dà fondo a ogni energia rimasta, vuoi che approdi al lieto fine contro ogni previsione, vuoi chiudere il libro pensando «oh, allora c’è speranza, lo sapevo, il mondo non è poi così brutto come sembra, stanotte posso dormire tranquillo».
Col cazzo. Leggi il resto dell’articolo

Precari all’erta! – 2010: la crisi sta finendo!

La crisi sta finendo. Adesso è ufficiale, stanno passando i dati in diretta tv. E’ prevista una ripresa dei consumi e dell’occupazione. Si parla della possibilità di allungare i contratti di lavoro da 3 a 4 mesi. Gl’insegnanti precari potranno finalmente tirare una boccata d’aria. Quelli di storia troveranno forse il tempo di arrivare oltre il Sacro Romano Impero, nelle lezioni d’italiano si potrà magari accennare alla Vita Nova di Dante, mentre in matematica s’imparerà anche la tabellina del nove. Nelle Università il 4×3 sostituirà il 3+2. Non si dovrà più ragionare in prospettiva futura, bensì aggiornare annualmente le proprie aspettative nell’apposita graduatoria denominata “Indice dei sogni e dei bisogni”. E’ questa la ricetta per uscire definitivamente dalla crisi.

Daniela spegne la televisione. Sai che gliene importa a lei, mica le cambia qualcosa. Anzi, che almeno tre mesi erano più veloci di quattro a passare, e l’illusione di trovare qualcosa di meglio del call center in cui lavora da due anni poteva sembrare più credibile. Adesso invece dovrà anche fingere di esser più contenta. Già se l’immagina i sorrisi di sua madre e le pacche di suo padre: vedi figliola che non bisogna mai disperare? Magari ricominceranno pure con la storia della famiglia, che almeno negli ultimi mesi l’avevano lasciata un po’ in pace. Si erano insomma abituati anche loro all’idea di averci una bambocciona a vita tra le mura di casa, una sorta di mutuo senza scadenza con tasso variabile tendente costantemente al peggio. A pensarci bene, nell’epoca dei subprime una figlia del genere non è neanche malaccio come investimento, ché almeno a fine mese 500 euro riesce a portarli a casa. Non c’avrebbe scommesso una lira, ma alla fine ha imparato anche a fare la venditrice, alla faccia dell’anima pura delle belle lettere! Se almeno si decidesse a fare domanda per partecipare a uno di quei giochi a premi con le domande difficili, potrebbe mettere a frutto un po’ di quella cultura che s’è fatta con tanti sacrifici. Suo padre glielo ripete in continuazione, tra uno stacco di coscia e una pubblicità di detersivi, che quello è il lavoro ideale per chi ha una laurea debole come la sua. E’ vero, anche se non si libererebbe comunque di quelle maledette cuffie, ma almeno cambierebbe argomento una volta tanto. A forza d’imparare a memoria i costi e le offerte delle compagnie di telefono, finirà altrimenti col dimenticarsi di tutta quella storia e filosofia di cui s’era perdutamente innamorata.

Per dare il buon esempio suo padre si è già sintonizzato sul suo programma preferito, dove i concorrenti si preparano ad affrontare la prima prova. In palio ci sono fino a 500000 euro. Per chi ha voglia di sensazioni più forti c’è anche la lotteria nazionale, che ha ormai superato il jackpot di dieci milioni di euro e di cui si parla in ogni edizione serale del tg. Daniela non ci ha mai giocato, col suo stipendio non può permettersi di regalare alle ricevitorie dieci euro a settimana. Neanche adesso che avrà un mese in più. Mica le danno l’aumento per quello. Serve solo a far aumentare l’indice di occupazione, a far mangiare un po’ di più quelli che governano, ché per lei il menù resterà sempre lo stesso. Ma di queste cose con i suoi non ne può parlare, perché le ripeterebbero che nella vita basta la salute e il resto vien da sé. Peccato che lei c’abbia messo appena due anni per mangiarsi il fegato dalla rabbia, e ora quella le sta intaccando pure lo stomaco, perché la rabbia è ingorda e vuole sempre qualcosa da mangiare.

Il trillo del cellulare distoglie Daniela dai suoi pensieri accaniti. E’ l’ufficio del personale che la informa del prolungamento del contratto. Come? Se è contenta per il mese in più? Sa dove può infilarselo quel mese?!

Dall’altra parte il segnale di occupato la informa che l’ultima frase è caduta nel vuoto.

Anche per stasera il vincitore non è riuscito a portarsi a casa la ricca portata. Ha sbagliato l’ultima risposta, proprio sul più bello, ma potrà sempre riprovarci domani sera.

Ci vuole più ottimismo, lo dice anche il tg.

Simone Ghelli