Occhi

di Leonardo Battisti

Il racconto che segue è nato all’interno del Cantiere di Letteratura Notturna che si tiene all’Hula Hoop Club.

Anche quella messa era andata. Una al giorno iniziava a pesargli. Don Francesco rimase un istante a guardare i pochi fedeli del mercoledì mattina disperdersi come un esercito sconfitto in ritirata. Poi si diresse verso la porticina alla sinistra dell’altare per andarsi a cambiare. Quando rientrò in chiesa notò appena che c’era più gente del solito per quell’ora. Qualche volto nuovo sui banchi in fondo, un uomo grosso con una maglietta attillata, forse sporca, con accanto un’anziana donna, sua madre forse, entrambi curvati in avanti e con le mani giunte come per chissà quale penitenza. Poi le solite beghine. Vedeva le labbra muoversi senza riuscire a sentire le loro preghiere. Entrò in confessionale stanco, facendo appena cenno ai presenti che era pronto. Non lo era affatto. Sentiva di non essere più all’altezza del suo ruolo, di non averne più voglia.

Aveva conosciuto una donna, in confessionale, il luogo eletto del segreto. C’è chi sa convivere con un segreto per tutta la vita. Lei voleva solo spergiurare contro dio davanti a qualcuno a cui importasse qualcosa, di dio. L’incidente ferroviario più insensato e incomprensibile della storia le aveva portato via la figlia poco più che adolescente. Una famiglia distrutta. Una vita distrutta e tutto da rifare per chi ne ha ancora voglia o per chi non sa fare diversamente. Leggi il resto dell’articolo