La conta delle lentiggini

la-conta-chiusoCome si fa a contare le lentiggini? È una conta estenuante, impossibile, come è impossibile credere ancora al lupo cattivo, restare per sempre  bambini, rimanere intrappolati in una città che ormai è sparita. Ed è proprio di questo che parla La conta delle lentiggini (CaratteriMobili, 2013), dell’impossibilità di stare dove ci è stato dato di stare e della nostalgia struggente per un periodo in cui tutto, forse, era unito e perciò perfetto, e a cui non si può più tornare. I personaggi della raccolta si consumano in questa ossessione. Vogliono tutto, fanno le cose sbagliate, oltrepassano un cancello che non dovrebbero mai oltrepassare, siedono in braccio all’uomo nero, si dondolano sulle sue ginocchia, disobbediscono per essere puniti ancora. Hanno fame di questo, perché Barbablù è una regione ancora inesplorata proprio lì, al limitare del cuore.

Quello che segue è uno dei racconti contenuti nella raccolta.

è quasi dolce

Seduta sulle mie ginocchia, ti dondoli avanti e indietro. A volte ti giri, gesticoli. Mi chino su di te, spingo con lo sterno: mi faccio posto. Il ventre premuto contro la schiena, ti sento respirare. Ingoi l’aria a piccoli sorsi, è una pasticca. Appoggio le labbra alle scapole, proprio al centro dove hai il tatuaggio, e mi impregno del tuo odore. Leggi il resto dell’articolo

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Onesti farabutti: ancora in viaggio

602375_425765390820990_545667337_nRiprende il tour di Voi, onesti farabutti (Caratterimobili, 2012) di Simone Ghelli. Questo week end sarà la volta di Umbria e Marche.

16/02 – Perugia (ore 20.00)
Trottamundo Kafé Libreria
via della stella 3
Interverranno Gianluca Liguori e Matteo Pascoletti

17/02 – Pesaro (ore 17.00)
Biblioteca Comunale San Giovanni
via Passeri 102
Interverrà Jacopo Nacci
(il libro verrà presentato insieme a I provinciali, ultimo romanzo di Ilaria Giannini)

Ottobre si muove

Ottobre, mese di rivoluzioni: e così noi,  col blog che tira un poco il fiato (ma che presto ripartirà a spron battuto), ci ributtiamo a capofitto fuori dal web, in cerca di orecchie pronte ad ascoltarci.

Domenica 14 ottobre alle ore 17.00 saremo al CSOA Ex Snia di Roma per Logos – Festa della parola.

Il 19 alle ore 21.00 leggeremo a Pigneto Spazio Aperto, presso il Tiaso, in via Ascoli Piceno 20, al Pigneto.

Il 21 alle ore 18.00 leggeremo a Mal di Libri, presso il RazMataz, in via Macerata 58, sempre al Pigneto. Leggi il resto dell’articolo

Voi, onesti farabutti

Esce a settembre, per la collana “molecole” di Caratterimobili, il nuovo romanzo di Simone Ghelli intitolato Voi, onesti farabutti, che è la storia di un dialogo incompiuto fra generazioni: quella che ha fatto la Resistenza e la generazione attuale, precaria, apparentemente condannata a dover assistere al crollo del proprio paese senza poter intervenire. Riportiamo qui l’incipit del racconto inedito Farabutto di uno scrittore, che verrà inviato in omaggio, sia in versione digitale che cartacea, ai lettori che prenoteranno in anticipo il libro. Qui trovate le informazioni su come fare.

E infatti sì, non è che potesse andare poi tanto diversamente: perché la scrittura arriva sempre dopo, dovevo saperlo che viene troppo in ritardo, e cinque anni non sono affatto pochi.
Tanto ha resistito, Nello; ed io lì con la penna sotto al naso, a riempir di baffi d’inchiostro dappertutto.
«Ma devo ripetertelo ancora?»
E io che insistevo, che bisognava risentire e analizzare quel passaggio: «Avanti, daccapo!» Leggi il resto dell’articolo

Il corpo estraneo

Marco Montanaro, Il corpo estraneo (CaratteriMobili, 2012)

Di che cosa ci parla precisamente Il corpo estraneo?

Il sottotitolo, Una tragedia on the road, rimanda esplicitamente a una delle tematiche principali del libro: la fuga da qualcosa di imprecisato, da un mondo di affari loschi simboleggiato dal contenuto misterioso di una valigetta che il protagonista si porta appresso e che contiene probabilmente delle prove a carico dello zio senatore. Ma questa è a tutti gli effetti una copertura, un diversivo escogitato dallo stesso Danilo Dannoso per depistarsi, per darsi un’altra scelta. La fuga del protagonista sembra essere piuttosto quella dal proprio corpo, da questo involucro dannato, o dannoso (scusate il gioco di parole), che lo segue ovunque come un peso morto, che intossica anche il linguaggio: soprattutto come la propria protuberanza sessuale, materia ormai logora e smorta, che Danilo tenta continuamente e inutilmente di rianimare. Leggi il resto dell’articolo