Carta taglia forbice – 9

[Continua da qui]

Una piccola città dell’Europa occidentale

Lei

Il Tempio è una cosa importantissima nella vita delle persone e anche nella mia. Io posso essere me stessa, nel Tempio, posso infilare il filo nella cruna e sentire l’odore della fede. Da quando sono piccola i miei genitori mi portano tutte le domeniche al Tempio, che è la chiesa dei Santi degli ultimi giorni. Noi siamo mormoni. Così ci chiama la gente. Ci chiamano mormoni perché Leggi il resto dell’articolo

Carta taglia forbici – 3

[Continua da qui]

Una piccola città lontana dall’Europa occidentale

Sua madre aveva vissuto per molti anni con suo padre, prima di lasciarlo per un altro uomo. Lui soffrì molto, e non dimenticherà mai il giorno in cui suo padre gli disse di non fare mai figli. Era il giorno in cui lui e la madre traslocarono in casa di un attore, un tizio che indossava sempre lo stesso jeans.
Il terzo marito di sua madre era gentile con lui e non condivideva l’opinione di sua madre sul fatto che fosse meglio per lui odiare il padre piuttosto che amarlo.
Una volta, un giorno che la madre era andata a trovare le sorelle in una città vicina, il terzo marito lo portò a casa di suo padre. Sua madre non seppe mai nulla e lui apprezzò molto il gesto. Quando la madre lasciò quell’uomo lui pianse, perché capì molte cose, e la prima tra tutte era che non si sarebbe mai fidato di una donna.
A scuola non riuscì a entrare in nessuna squadra, anche se aveva provato con tutte le sue forze. Pare che fosse negato per il basket, il baseball, il tennis, la pallavolo, il softball, la ginnastica artistica, il football, il calcio, e ovviamente anche la scherma. Leggi il resto dell’articolo

Carta taglia forbici – 2

[Continua da qui]

Una grande città dell’Europa occidentale

Quell’anno accaddero molte cose, e come tutti gli anni ebbe un inizio e una fine, ma nessun centro. Nessuno poteva dire, ecco, siamo a metà dell’anno, perché una volta iniziato proseguiva verso la fine senza mostrare a nessuno la linea che disegnava. Nessuno poteva dire, ecco, questo è il punto che divide la linea in due parti esattamente uguali.
Lui e lei condividevano una stanza in un appartamento vecchio e ristrutturato dieci anni prima. Le altre stanze erano abitate da persone che comparivano e scomparivano. Qualcuno era uscito e non era più ritornato. Altri vi avevano rimesso piede. Lui e lei erano il punto fermo in quella linea contratta, tagliata in segmenti asimmetrici. Si erano conosciuti dieci anni prima, ma quell’anno non avrebbero festeggiato. C’era crisi economica, c’erano la disoccupazione e la depressione. C’era anche l’inflazione, la sentivi che gorgheggiava nei supermercati e davanti agli uffici postali.
In dieci anni lui e lei non erano riusciti a cambiare la loro situazione: per situazione si intende quell’insieme di successi e insuccessi che portano gli individui a crescere, a farsi terrorizzare dalla morte, a pagare laute assicurazioni per dissacrarla, a sfidarla facendo un figlio, a solleticarla comprando una macchina, a darle il benvenuto acquistando una casa con un mutuo a tasso variabile. Leggi il resto dell’articolo

Carta taglia forbici – 1

Parte prima – i paragrafi della terza persona
Parte seconda – i monologhi della prima persona
Parte terza – i dialoghi delle persone

a C. D. G.

Parte prima

Mio padre era un coglione solitario e barbaro;
ebbro di delusione, solo davanti alla tele,
rimuginava piani fragili e molto bizzarri,
poiché la sua grande gioia era di vederli fallire.

Michel Houellebecq

Potrei, con l’andare del tempo, imparare che cosa si
può farne, di questa materia di vita slegata e vagante,
tanto più consapevolmente e scrupolosamente, nella narrativa.

Virginia Woolf, Diario di una scrittrice

Una grande città dell’Europa occidentale

Lui e lei stanno insieme da cinque anni. Vivono in un bilocale, in un palazzo con l’intonaco scrostato costruito cinquant’anni prima quando la strada di fronte era campagna. Lei è più alta della media delle donne del suo paese e più bella di tutte le donne che lui ha incontrato nei suoi 30 anni di vita. Lui non è mai riuscito a laurearsi e ha sempre trovato lavori che non gli piacciono. Lei si chiama Francesca e lui Lucio.
Lui ha la pancia e lei no. Lui desidera un figlio e lei non lo sa. Leggi il resto dell’articolo

Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 3

Ho scoperto che le uova bianche, più piccole e allungate, sono di gallina bianca. Le uova delle anatre, invece, c’hanno il guscio verde. Sabato, nel tardo pomeriggio, sono tornato a Roma. Roma l’ho vista, toccata e me ne sono andato. Domenica prima di pranzo ho visto il Ghelli, mi ha chiesto della vita di campagna, e parlando con lui di questa storia delle uova si è finiti a parlare di uova di struzzo. Il discorso nasceva da una strampalata idea di andare a vivere, una trentina di persone, in un villaggio diroccato per creare, da un piccolo borgo abbandonato, una piccola comunità, un villaggio autosufficiente dove poter vivere. Fantasticando su progetti impossibili Leggi il resto dell’articolo