Parigi à passages – Passage Feydeau

di Simone Olla

Questa è la storia di un valzer: una storia in tre quarti dove il quarto è un silenzio necessario, la nota muta di una sonata per piano. Questo breve ballo che ci concediamo – la vita – ha perfino una strada connessa a narrazioni elettriche. Quanto è scritto deforma la vista, poi. E quanto visto deforma lo scritto, o lo informa. L’esorbitante quantità di informazioni e immagini che subiamo ogni giorno, e che rimangono a disposizione della nostra pancia mai sazia, tesse verità su verità per sfuggire alla realtà del dubbio: il fuori della caverna di Platone è un labirinto sicuro, coperto per tre quarti da reti fiuì, dove il quarto – ancora – è un singhiozzo di silenzio necessario. Una specie di singulto. O un rapido rigurgito.
Il territorio e le sue trasformazioni; la città che si allarga, asseconda il fiume, dialoga con le colline dattorno, con le abitazioni e i materiali di queste; la paura del fuoco quando di legno si alzavan le case è rimasta Leggi il resto dell’articolo