L’amore nei giorni feriali

di Francesco Quaranta

Il nostro amore non esiste davvero se non nelle domeniche mattina.

Quelle tarde mattinate di domenica in cui la finestra aperta riversa oro tiepido su noi due assonnati e sciolti sul materasso, intenti ad indagarci, le lenzuola che dal letto sono state declassate a tappeti, i rumori del mondo esterno che non possono, non riescono a distogliere la nostra attenzione dal pigro tepore. Oppure quelle domeniche mattina in cui siamo animali abbracciati in un disperato letargo, nel nostro bozzolo di pile e piumini, così stretti da fondere i pensieri, non c’è bisogno di sapere se fuori piova, nevichi, tiri vento o ci sia l’apocalisse perché i vetri sbarrati sono una porta su altri mondi a noi estranei.

Il nostro amore non esiste davvero se non nelle domeniche mattina.

Gli orologi sono fermi, nessuno bada a noi e nessuno pretende il controllo su questo tempo. Possiamo far durare uno sguardo Leggi il resto dell’articolo

Zero al 100%

Zero al 100% (Pascal, 2010)

 

Riportiamo un breve estratto del nuovo libro di Alfonso Diego Casella, che raccoglie 52 storie che l’autore scrisse nel 2000 su materiali vari (pubblicità elettorali, piatti di plastica, cartoni, etc), appositamente per un reading, e che vennero poi gettati l’indomani dalla donna delle pulizie. Gli stessi, tornarono nelle mani del suo creatore alcuni anni dopo, in condizioni rocambolesche, e vengono qui raccolti come incipit di ipotetici «romanzi digitali interrotti da un semplice clic» e collegati tra loro da parole che fungono da link, e che ci guidano nel passaggio da una chatroom all’altra, nel tentativo di riportare su carta quella che sembra a tutti gli effetti una narrazione partorita in rete. Come recita la quarta di copertina, quello di Casella è «un prontuario su come sopravvivere nel postfuturo postumo che si sta lentamente avverando».

 

– Siccome mi ritrovo ora queste stimmate sopra le mani, ecco che mi manderanno alla TELEVISIONE nazionale, con un bel taglio fresco qui che sanguina e sanguina, proprio come richiede il palinsesto. E non vuoi che quando incespico dentro lo studio, ci sta un presentatore fotogenico che avverte al microfono gli spettatori: signore e signori, dice, eccolo qua il santo con le stimmate più genuine della terra.

– …

E tutti cominciano un applauso e il cameramen inquadra bene il palmo della mano destra, qua, dove io sto sanguinando esagerato: da santo, con le stimmate vere e non c’è vilipendio alla religione. Ma che celebrità sono ora diventato; quasi un divo del cinema. E quante ammiratrici che mi telefonano… per curiosare meglio il santo da vicino, per sapere se è vero che sgorga proprio spontaneo, a fiotti, questo sangue qua.

Oppure se esiste un trucco alla diretta, chiedono loro. E ora vogliono toccare la ferita da vicino, e ora verificare meglio la piaga dall’interno; e mi domandano l’autografo, ma in realtà finiamo a letto punto e basta.

– …

– Ero un manovale dapprincipio e salivo nel gelo la mattina presto sopra le impalcature dei palazzi in costruzione; e lavoravo al cantiere fino a tarda sera. Nessuno mi notava mai alla balera, se io ballavo da solo la milonga. Anzi, le donne mi scansavano come un appestato.

– …

– Ora mi strapagano invece e mi rimborsano gettoni di presenza, bevo gratis nelle discoteche. E i clienti si voltano a guardarmi, mentre ballo con la mano fasciata intorno al palmo destro. Le guardie del corpo attorno scansano le fans, che loro vogliono per forza toccare la ferita.

– …

– E così mi hanno scritturato per lanciare nel mercato alimentare lo yogurt rosso sangue Zaferòl. Che me ne resto in piedi, a pregare all’interno del reparto surgelati, vicino al congelatore. E sotto c’è la telecamera accesa; e io mi tolgo la benda inzuppata di sangue sgocciolato dalle mani, recitando in tono ascetico: ehi, ragazzi… volete avere stimmate come queste, bevete lo yogurt del Nostro Signore.

Alfonso Diego Casella