Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 6

Scrivendo 6 sul titolo mi sono reso conto che è già un mese e mezzo che vivo qui. Sono meno stressato e vado meno di corsa di quando vivevo in città. Anzi no, non vado meno di corsa, le cose da fare non mancano mai, sono solo meno stressato, ma quanto a correre si corre lo stesso, sono cambiati i modi della corsa, i momenti, i motivi. Ma combatto le stesse battaglie di una volta. Ogni tanto vado a Roma, poi ritorno. L’ultima volta che ci sono stato, la scorsa settimana, è stato terribile. Il traffico: come sempre la strada fino all’uscita di Roma nord era libera ma, giunto sul raccordo, che ve lo dico a fare. Sarà pure che mi sono presto abituato a guidare sulle tranquille strade di provincia, ma quando mi trovo nel traffico divento insofferente. Prima non ci pensavo, forse per abitudine, ma oggi è così allucinante pensare alle ore, le giornate spese a fare file, file alla posta, file alla cassa del supermercato, file di macchine e ore a cercare parcheggio. E giri, rigiri, sbuffi, quello sta uscendo, no, non esce, giri, giri ancora, continui a girare, si spegne una spia del livello del gas, i minuti sull’orologio si susseguono, lo stesso attimo eterno, immobile, mentre scorre, scorre il tempo, tiranno, cannibale, ti mangia. Leggi il resto dell’articolo

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