Storia delle Utopie Economiche nei Mercati Globali /5

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Nel 1990 le Nazioni Unite hanno ufficializzato un nuovo approccio ai problemi dello sviluppo, che finalmente abbandona la visione riduzionista economicista dell’aumento del reddito pro-capite, e ratifica la necessità della misurazione di variabili quali istruzione, sanità, diritti civili e politici. Riecheggiando in particolare la teoria degli entitlements dell’economista indiano A. Sen – secondo la quale lo sviluppo desiderabile è quello che consente a ciascuno l’effettiva acquisizione delle risorse determinata, oltre che dal reddito, dall’esistenza di meccanismi istituzionali e politici idonei – il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (vedi UNDP) pubblica il primo Rapporto sullo sviluppo umano. L’Indice di sviluppo umano (ISU) istituzionalizza un nuovo modo di misurare lo sviluppo, inteso come «processo di ampliamento delle possibilità di scelta della gente». Aggregati in un indice ponderato troviamo i seguenti indicatori:

  • speranza di vita alla nascita;
  • tasso di alfabetizzazione;
  • valore reale del reddito pro-capite espresso in potere d’acquisto rispetto al dollaro. Leggi il resto dell’articolo
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Storia delle Utopie Economiche nei Mercati Globali /1

Sul nostro blog, che è sì di scrittori ma anche di precari (ribaltando la bella definizione mutuata da Libero), c’è sempre mancata una rubrica: sull’economia per la precisione, e ancor di più considerando l’attualità. Se non abbiamo mai affrontato il problema di petto, è perché fondamentalmente siamo degli ignoranti in materia. Ma il destino ci è venuto finalmente incontro, e non potevamo non sfruttare la ghiotta occasione: il ritrovamento degli appunti dell’economista Malina Kendelthon, scomparsa in circostanze poco chiare. Per rispetto nei confronti del suo lavoro (che non possiamo rivelarvi come sia giunto tra le nostri mani), abbiamo deciso di mantenere il titolo che l’autrice aveva pensato di dare al libro che avrebbe dovuto raccogliere le riflessioni che seguiranno: Le regole della casa – dall’etimologia della parola economia, che in greco è composta da οἶκος (oikos: casa) e νόμος (nomos: norma). Lo pubblicheremo noi sotto forma di dispense con cadenza settimanale e suddivise per argomenti, poiché questi appunti sono a tutti gli effetti una sorta di ABC dell’economia; e non potevamo chiedere di meglio, in tempi che necessitano di ripartire dalle definizioni: in tempi così gonfiati di chiassosi contenuti da non sapercisi più raccapezzare.

1. Quale Crescita?

«Gli individui non devono necessariamente essere autoreferenziali; possono invece tenere conto degli interessi altrui in vista del proprio vantaggio.» (A. Sen)

Economia e crescita sono concetti nativamente correlati. La presenza dell’uomo sulla terra ha costituito il presupposto per la percezione di qualsiasi concetto economico da parte dell’uomo stesso che, per natura, attribuisce valore a fronte del grado di scarsità reale o percepita del circostante. Come l’economia in senso tecnico nasce a fronte della scarsità, così la crescita segue l’economia a fronte della natura incrementale dei comportamenti. Leggi il resto dell’articolo