That’s (im)possible, Cristò!

Cristò Chiapparino
That’s (im)possible
Caratteri Mobili 2013
pp. 80, euro 8,00

That’s (im)possible, mi ripeto mentre leggo l’ultimo libro di Cristò Chiapparino, edito lo scorso 2013 da Caratteri Mobili.
È impossibile concepire un testo del genere, classificarlo secondo una delle solite e stranote categorie che la critica letteraria adora affibbiare alle scritture contemporanee: non è un vero e proprio romanzo, dacché praticamente non c’è un vero sviluppo della trama nè un consistente approfondimento dei personaggi; non è una raccolta di frammenti, perché nonostante la spezzatura martellante dei paragrafi lo stile essenziale tiene bene insieme, e si svela alla fine essere un corpo solido, unitario e quasi trascendente; certamente non si tratta di poesia sperimentale, sebbene l’esperimento mi sembra essere la chiave di lettura imprescindibile per comprendere lo spirito ultimo dell’intera operazione.
La vicenda è presto raccontata: c’è una lotteria a premi, la più grande lotteria a premi che sia mai Leggi il resto dell’articolo

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That’s (im)possible

In anteprima assoluta, vi proponiamo un estratto dalla nuova Molecola pubblicata da CaratteriMobili, That’s (im)possibile di Cristò Chiapparino, da sabato 23 nelle migliori librerie. Buona lettura.

Io, invece, non ho mai usato trucchetti di quel tipo. Non mi trovo a mio agio. Insomma penso che se uno vuole comprare davvero una macchina la comprerà, il mio compito è rassicurarlo, fargli capire che è capitato nel posto giusto, che non ci saranno problemi.
Insomma il cliente non vuole sapere che c’è una garanzia di due, tre o quattro anni. Lui vuole essere sicuro che non dovrà usarla quella garanzia, che non dovrà prendersi un giorno di permesso da lavoro per portare la macchina dal meccanico.
Insomma c’è chi studia i manuali di comunicazione per fare questo lavoro di merda, c’è chi è convinto di saper interpretare il linguaggio del corpo del cliente, c’è chi dice che imitare il cliente sia il modo più sicuro di metterlo a suo agio.
Per esempio, non è proprio lo stesso, ma un amico di William che lavora nel campo delle vendite porta a porta ha sviluppato un metodo che sembra infallibile, a quanto dice William, almeno. Insomma lui suona il campanello e appena il padrone di casa apre la porta, lo guarda dritto negli occhi e gli dice: «Si ricorda?». Crea un diversivo, insomma, qualcosa che gli dia il tempo di aprire la cartellina e cominciare a introdurre la sua proposta commerciale.
Io, invece, detesto il momento di approccio iniziale, quando dall’ufficio vedo che c’è una coppia che guarda una macchina e parlotta. Vorrei lasciarli nella loro intimità, insomma, vorrei che fossero loro a venire da me con un semplice Leggi il resto dell’articolo