Alta definizione

di Gabriele Merlini

Uno. Per cominciare ammettiamo di utilizzare in questa sede l’abusato escamotage di scrivere una recensione con il linguaggio proposto dall’autore del libro recensito, che sicuramente è ammiccante nonché un filo paraculo tuttavia non privo di:
a. Spunti acuti.
b. Brani buffi.
c. Riflessioni anche interessanti sulla figura del giovane disilluso e sensibile.

Due. Il tizio si chiama Adam Wilson e il libro Alta definizione (in originale Flatscreen), edito da ISBN. Stando al plot, spaccato della vita di Eli Schwartz che sarebbe un tardo-adolescente non realizzatissimo la cui esistenza cambia dopo l’incontro con un ex attore in sedia a rotelle chiamato Seymour Kahn.

Tre. Voce fuori campo: una madre «perfetta per la fotografia sgranata del cinema americano classico. Con i suoi completi da tennis bianchi e le sue mèche biondo platino» da unire a fratello vispo e figura paterna assente, sebbene non per colpa di un rapimento alieno (Wilson ci tiene a che questo venga specificato) ma banale decisione di andarsene Leggi il resto dell’articolo

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