Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 2

Il tempo è come un carrello al supermercato, ci puoi metter dentro quello che vuoi; ma se non hai i soldi per pagare resta vuoto. Questa avventura a Frigolandia procede nel migliore dei modi. È normale essere entusiasti della vita di campagna dopo qualche settimana, dice Simone Rossi, ma, fatta eccezione per la paura presa venerdì scorso, e l’imprevisto dell’acqua di cui vi dirò più in là, non posso che ritenermi soddisfatto, pacificato, per certi versi: rinato. Perlopiù i giorni se ne sono andati recuperando il lavoro arretrato tralasciato nelle ultime due faticose settimane a Roma. Il trasloco è stato duro, i libri e le cose, accumulate in quasi dieci anni di vita, sembravano non finire. Ho buttato via parecchi ricordi. Oggettini, foglietti, addirittura alcune Leggi il resto dell’articolo

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Intervista multipla agli “scrittori precari” /5

Con questa quinta parte, termina l’intervista multipla a noi medesimi. Ne approfittiamo per ricordarvi che questa sera ci trovate alle 19.30 da Laszlo Biro in via Macerata, 77 (Pigneto – Roma) per una lettura “fuori dalle righe”. Con noi, Antonio Romano e il nostro intervistatore Carlo Sperduti. 

Tentativo parzialmente scorretto di seminare discordia (parte quinta – qui la quarta)

di Carlo Sperduti

Carlo Sperduti: Approva o disapprova i giudizi sottostanti su ognuno di voi e argomenta in breve la tua posizione (i giudizi sono miei e basati su letture volutamente disattente di alcuni vostri testi o su ascolti a mezz’orecchio di reading a cui ho assistito):

Sfogliando “Dio è distratto”, il primo romanzo di Gianluca Liguori, si ha l’impressione che l’autore voglia imitare a tutti i costi Kerouac, con l’unico svantaggio di non essere Kerouac.

Andrea Coffami: Disapprovo. Lui si sentiva già Gianluca Liguori.

Simone Ghelli: È vero, e aggiungerei che ha rischiato di rimetterci pure il fegato.

Gianluca Liguori: La verità è che a ventidue anni Kerouac mica scriveva come Liguori… e poi Kerouac giocava a football, mentre io facevo basket. Certo, entrambi abbiamo smesso in seguito ad un infortunio per poi immolare la nostra disperata esistenza alla Letteratura e tante altre bizzarre analogie biografiche, tra cui l’incontro devastante con Dean Moriarty e ciò che ne è conseguito. Comunque, su Dio è distratto c’è da dire che l’ho scritto che ero giovanissimo. Senza considerare che è stato pubblicato così come l’avevo scritto, senza lavorare con un editor che mi avrebbe magari messo nelle condizioni di tirare fuori il potenziale che quel libro aveva. Oggi non lo pubblicherei, ma se mi arrivasse quel manoscritto, di un aspirante scrittore ventiduenne, gli direi che ha talento e il suo romanzo potenzialità, ma casserei parecchie parti e molte gliele farei riscrivere. Me lo terrei d’occhio, comunque.

Luca Piccolino: Beh, quello è un romanzo giovanile del Liguori, non so se il suo punto di riferimento fosse Kerouac. Comunque a me Kerouac non è mai piaciuto. Mi prendo Liguori che almeno è amico mio.

Alex Pietrogiacomi: Disapprovo. Toccare Liguori è come andare incontro a una maledizione faraonica. Leggi il resto dell’articolo

consigli di lettura

Qui Claudia Boscolo recensisce Il Pigneto liberato del precario Simone Ghelli.

Qui Roberto Mandracchia recensisce Dio è distratto del precario Gianluca Liguori