Da Genova a oggi. II parte: intervista a Domenico Esposito Mito

di Claudia Boscolo

Abbiamo fatto una chiacchierata con Domenico Esposito Mito per capire in quale modo uno scrittore giovanissimo si rapporta a fatti che per un’intera fascia d’età rappresentano l’evento traumatico per eccellenza. Emerge dall’intervista un dato molto interessante, ovvero il fatto che per un giovane scrittore come Esposito ciò che più conta è la ricerca dei meccanismi che portano alla rabbia sociale, più che la sete di giustizia per gli abusi subiti nel contesto dell’evento storico in sé. In questo atteggiamento si fa strada già una storicizzazione di esso.

CB: Come hai deciso di unire la forma romanzo al saggio politico, religioso e sociale?

DE: In realtà non è che lo abbia veramente deciso, è venuto in automatico. Che sia anche una sorta di saggio è ciò che ha rilevato il mio editore quando lo ha letto. È un romanzo sociale e, come in tutti i romanzi sociali, vi sono delle riflessioni – sia nella narrazione, sia nei dialoghi dei personaggi – sulla società e sul mondo che li circonda.(tra l’altro oltre che sociale qualcuno lo ha definito storico-sociale, dal momento che è ambientato nel 2001) Leggi il resto dell’articolo