La legalità? Attenti a quando scade! /3

Col Giusnaturalismo osserveremo la nascita di una concezione di giustizia che si basa sulla reciprocità, come la giustizia commutativa di Aristotele, e sul sistema di limitazione reciproca (secondo cui la propria libertà finisce dove comincia quella degli altri). E in ogni caso si tratta di un diritto connaturato con l’uomo, anteriore a qualsiasi altra legge scritta.

Avremo un cambiamento radicale con Hobbes, che teorizzerà l’esistenza del diritto naturale di tutti su tutto, che automaticamente si vanifica piombando nell’ambito della casualità e dell’arbitrio soggettivo. Egli sosteneva – rientrando pienamente nell’ambito del nominalismo – che se non vengono scritte leggi, non è possibile infrangerle; per questo, finché non si trova un capo assoluto a cui affidare il destino della comunità, le leggi non esisteranno e tutti potranno agire liberamente secondo il suddetto diritto che tutti possono vantare nei confronti di tutto. Insomma, ci dice che non esiste alcuna regola a cui dobbiamo sottostare che non abbiamo codificato noi stessi. Per dovere di chiarezza, inoltre, bisogna dire che perfino Hobbes aggiungerà che serve un capo a cui sottomettersi per poter trovare un ordine in cui vivere serenamente. Leggi il resto dell’articolo