Librinnovando – Il futuro dell’editoria

Oggi inizia Librinnovando (27/28 aprile), il convegno sul futuro dell’editoria che si terrà all’Università di Roma Tor Vergata.

Promosso dalla Facoltà di Lettere e Filosofia e dall’editore Ledizioni, il convegno vedrà la partecipazione dei maggiori esperti italiani di editoria digitale, di editori piccoli e grandi, di docenti e di bibliotecari. Nel corso della prima giornata saranno tenuti due workshop a pagamento sulle tecnologie dell’ebook e sulla contrattualistica per l’editoria digitale, mentre il convegno del giorno dopo, gratuito e aperto a tutti, si articolerà in quattro tavoli di discussione: i relatori parleranno di biblioteche e prestito digitale, di politiche dei prezzi degli ebook, dell’uso del digitale nell’editoria scolastica e del recente fenomeno del self-publishing.

Questa sera è previsto inoltre un evento speciale al Circolo dei Lettori Fortebraccio al Pigneto: un reading collettivo al quale parteciperemo anche noi di Scrittori precari, che abbiamo scritto dei racconti ad hoc per la serata.

Qua potete leggere il programma dettagliato della manifestazione.

La giustizia dei martiri

La giustizia dei martiri

di Giuliano Pasini

Primo gennaio 1995, borgo di Case Rosse nel cuore dell’Appennino emiliano. Il commissario Roberto Serra e l’agente semplice Valerio Manzini hanno un tremendo risveglio: i corpi esanimi di un uomo, una donna e una bimba di appena nove anni sono stati ritrovati nel Prà Grand, il prato grande. Di fianco ai cadaveri un bastoncino di legno a forma di Y, quasi fosse una parte di una fionda. Il commissario è considerato dagli abitanti del paesino un ed fora, un forestiero, un uomo di cui non ci si può fidare, un uomo da guardare con sospetto e a cui tenere nascosti i propri pensieri. L’agente Manzini è, invece, un compaesano, l’uomo che conosce tutto ciò che è accaduto nel borgo e tutto ciò che gli abitanti stanno cercando di dimenticare da oltre quarant’anni. Proprio nel Prà Grand è stata compiuta una cruenta strage nazifascista.

Passato e presente si intrecciano in un noir che lascia il lettore sempre con il fiato sospeso, sempre con la voglia di continuare a lasciarsi trasportare dalla narrazione che fluisce senza intoppi. Giuliano Pasini si cimenta per la prima volta con la forma romanzo e la sua è di certo una scommessa vinta. Le atmosfere sono simili a quelle evocate da alcuni romanzi di Loriano Macchiavelli e Francesco Guccini. Pasini lavora di cesello nel delineare la psicologia del suo protagonista, il commissario Roberto Serra, niente affatto scontato o banale. Decidere di misurarsi con una storia che affonda le sue radici nella Resistenza è un gesto coraggioso nell’Italia contemporanea. Nessuna pacificazione è possibile, non esiste una memoria che possa essere condivisa. I martiri chiedono vendetta. E le storie non sono altro che «asce di guerra da disseppellire», come scrivono i Wu Ming.

Serena Adesso