Contributi d’autore – il video

contributi d'autore

Durante la scorsa edizione di PiùLibriPiùLiberi, fiera della piccola e media editoria tenutasi a Roma nel dicembre 2012, Carolina Cutolo (Scrittori in Causa) e Andrea Coffami (Scrittori precari) hanno realizzato una serie di interviste a editori, tutti (o quasi) a pagamento, a proposito della discutibile prassi di mettere il rischio imprenditoriale sulle spalle degli autori chiedendo contributi economici alla pubblicazione.
Il video che segue, raccoglie le argomentazioni con le quali gli editori giustificano una prassi palesemente in contrasto con l’art. 118 della legge sul Diritto d’autore (633/1941), che definisce il contratto di edizione come “Il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, PER CONTO E A SPESE DELL’EDITORE STESSO Leggi il resto dell’articolo

Aspettando il Flep! – intervista a Luca Moretti

In occasione della seconda edizione del Flep! – Festival delle Letterature Popolari, che si terrà, dal 19 al 22 settembre, nella suggestiva Aranciera Semenzaio di San Sisto, colgo l’occasione per fare una chiacchierata col mio amico Luca Moretti, scrittore e fondatore dei cugini di TerraNullius, realtà a cui sono legato da profondi rapporti ideologici e di stima e amicizia e di cui ho fatto parte per due anni e con cui ho condiviso la faticosa ma straordinaria avventura dello scorso anno.

Gianluca Liguori: Luca, si è ormai in dirittura d’arrivo: quali sono le novità di questa seconda edizione?

Luca Moretti: Nuovo è il luogo, dal Parco Meda, periferia contratta che per me era già “centro”, all’Aranciera Semenzaio di San Sisto, a Caracalla, lì dove si perpetua l’eterno ritorno della nostra città, della città dell’uomo, di Roma, lì dove è centro. Nuovi saranno gli autori, sempre legati alla nostra idea di letteratura, nuove le loro performance e i reading teatrali che si susseguiranno ogni giorno. Nuovo sarà il cibo, il vino, nuovi e a km zero grazie all’apporto insostituibile de Il Sorì, nota enoteca di San Lorenzo. Nuovi gli artisti di ipercontemporanea, la nostra galleria viaggiante. Nuove e curate nel minimo dettaglio le serate che seguiranno le presentazioni, dal tango al revival, al soul a Giuseppe Verdi.

GL: Quali sono le difficoltà principali che avete incontrato finora nell’organizzare queste due edizioni?

LM: Innanzitutto i soldi. I soldi sono una cosa brutta in generale. Per chi non ne ha a disposizione ma ha tante idee sono una cosa ancora più brutta. Per noi è stato uno stimolo a tenere duro, a tirare avanti con l’obiettivo di riuscire nell’intento anche senza finanziamenti o bandi di sorta. Il Flep!, è doveroso ricordarlo ogni volta, è un festival completamente autofinanziato dagli autori di TerraNullius, questa è la prima difficoltà e la prima fonte di motivazione. Il Flep! è costato e costa molto a ognuno di noi, in termini di tempo, affetti e salute, ma Leggi il resto dell’articolo

Quei pazzi scatenati dell’editoria

Pazzi scatenati. Usi e abusi dell’editoria italiana (Effequ, 2012)

di Federico Di Vita

Se c’è una cosa che m’è garbata subito del libro di Federico Di Vita, è che i problemi li sviscera senza bisogno di tanti giri di parole, e non è un fatto da poco in un mondo come quello dell’editoria, dove di bei discorsi sulla qualità dei libri e sulla necessità delle buone pratiche se ne sentono a bizzeffe, ma poi nella realtà si riscontra ben altro.
La cosa interessante, poi, è che si tratti di un discorso che proviene dall’interno del sistema, fatto da chi nell’ambiente ha cercato di sopravviverci per anni, e che poi ha deciso che tanto valeva fare altro, perché in qualche modo si deve pur campare – e qui arriva l’altro aspetto centrale del libro, quello sulle condizioni di chi lavora per le case editrici, dove molto spesso si va avanti tra contratti atipici e stagisti non pagati.

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Sempre più libri, e a pagamento

Ogni anno mi succede la stessa cosa: che arrivo in fiera carico di motivazioni, con quella smania di guardar libri che solo chi non riesce a star senza leggere può conoscere (quella gioia tipica del bambino che s’avventura nel mondo dei balocchi), ma dopo un paio d’ore al massimo cedo miseramente e vengo colto da attacchi di panico, con quel senso di soffocamento che ti spinge a correre via, il più lontano possibile; e mi accade perché non posso resistere nell’ordine:

  1. Al caldo opprimente: che tu stai lì e ti chiedi come sia possibile che tutta questa gente così sensibile e acculturata non capisca e non protesti contro tanto spreco di energia – e allora, per associazione, pensi subito con sgomento anche a tutta quella carta che ti circonda, che chissà quanti alberi ci sono voluti (sì, ci sono anche i virtuosi della carta riciclata, ma quanti saranno in mezzo a questa baraonda di stand?) Leggi il resto dell’articolo

NO EAP

NO EDITORIA A PAGAMENTO

Giovedì 8 dicembre, ore 14

Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma

(Sala Ametista)

Intervengono:

Luca Moretti (scrittore e fondatore della rivista TerraNullius)
Lorenzo Iervolino (Scrittore del Collettivo Cricca 33)
Adriano Angelini Sut (scrittore e recensore del sito letterario Paradiso degli Orchi)
Gianluca Liguori e Simone Ghelli (scrittori e fondatori del Collettivo Scrittori Precari)
Cristiano Armati (Scrittore, editor)
Giorgia Grasso (Direttore Editoriale Gruppo Albatros)
Costantino Margiotta (Direttore Editoriale- Editor della Zero91)

 

 

Io, mammeta e tu *

L’autore/caramella e l’eterno riverbero della rete

 

Io e la “gente mia” siamo da anni in lotta con l’editoria a pagamento: li prendiamo per il culo, con le loro proposte ci facciamo il rap. Da anni insegniamo ai giovani autori le insidie dell’editoria a pagamento e ai nostri editori gli effetti benefici del Copyleft: la scrittura è essenzialmente politica, è fatta di scelte, di rinunce, di secondi lavori, di notti insonni, ma anche di soddisfazioni e di amici.

Ultimamente ci viene il dubbio atroce che la colpa di molti tristi avvenimenti non sia unicamente dei “caramellari” che si fingono editori ma anche delle “caramelle” che si fingono autori. Ci sono una miriade di pubblicazioni e di siti che ti spiegano come prendere il toro per le corna eppure con molta ingenuità molti “autori” continuano a carezzargli le palle.

Com’è possibile che un giovane autore si possa accontentare di promesse fatue, senza uno straccio di contratto o come si può ad esempio pensare che un’opera prima vada bene così, che sia un capolavoro tale, ove non intervenire per nulla nell’editing?

Ma di esempi ce ne sono a bizzeffe: quello non è un editore a pagamento però pubblica un’antologia di 36 autori in sole 36 copie; quello non è un editore a pagamento ma pubblica il libro della giovane “ufficio stampa”, senza leggerlo, senza contratto, che poi si vede, che le “ufficio stampa” sono un po’ le veline dell’editoria; quello non è un editore a pagamento ma ti chiede quanti parenti hai, o se sei inserito su qualche piazza. A questo punto la domanda sorge spontanea: ma davanti a editori caramellari che non vogliono avere alcuna notizia sul progetto editoriale del vostro libro, sulle vostre esperienze di scrittura, sulle vostre letture preferite; davanti a editori che non vi fanno una semplice domanda: “perché dovrebbero comprarsi il tuo libro?”, non vi viene forse il dubbio che ve lo stanno piazzando dalla parte sbagliata, che forse l’acquirente principale cui si rivolgono siete voi stessi e la vostra piazza?

Davanti a un editore che ti lascia mettere in copertina la foto del tuo gatto o quella di tuo fratello che si taglia le unghie dei piedi, non ti viene qualche dubbio che le cose non stiano andando per il verso giusto?

Io la chiamerei “coercizione e consenso”: ormai la voglia di vedere le proprie cose pubblicate, sia pure in 3 copie (la famosa formula “io, mammeta e tu”), è più grande di portare a termine un’opera seria e degna di esser chiamata tale.

In questo discorso il Copyleft s’inserisce come lama nel burro, molti degli autori/caramella, infatti, hanno spesso un network di tutto rispetto che leggerebbe le loro cose, cui le loro cose, se pubblicate in rete, arriverebbero in modo diretto, ci sono i mezzi, sono gratuiti, sono alla portata di tutti. Eppure l’autore/caramella cerca il caramellaro come il topo cerca il formaggio.

Anche le piccole autoproduzioni in cui spesso s’incappa, il più delle volte sono una mera masturbazione intellettuale, senza frode certo, ma con poche copie irraggiungibili e lontanissime dall’eterno riverbero che concede invece la rete.

Analizziamo il proliferare di editori poco seri e non ci rendiamo conto che parallelamente c’è un grandissimo sviluppo di autori/caramella che si venderebbe la madre pur di pubblicare per poi cadere dalle nuvole quando gli si presenta il conto.

E’ come dire “io non voto Berlusconi” e non accorgersi che una miriade di stronzi l’ha già votato.

Con questo, ripeto, non difendiamo il lavoro dei caramellari, ma ci piacerebbe, visto che le notizie ormai sono alla portata di tutti, che gli autori/caramella rimanessero a casa a studiare.

Luca Moretti

* Pubblicato già su TerraNullius