Domani nella battaglia pensa a me

"La battaglia è finita", tecnica mista su tela, 100x150 cm, 2009 © tutti i diritti riservati, Martina Donati

"La battaglia è finita", di Martina Donati, tecnica mista su tela, 100x150 cm, 2009 © tutti i diritti riservati

DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME *

“Domani, almeno domani nella battaglia pensa a me”, mentre guarderò la spada che si fisserà nel terreno polveroso, brandita ad eterno simbolo di coraggio sentirò i tuoi occhi sulle mie spalle e sulla mia vita, che come un alito di vento ricordano la nostra vita, ed io sentirò l’odore delicato e senza tempo dei tuoi seni, baciati forsennatamente in estate ed in inverno (…)

“Domani nella battaglia pensa a me”, mentre io piangerò di nascosto, perché un militare non può aver paura, perché un uomo che guida altri uomini non può dirsi debole, neanche quando il nemico assume una forma sconosciuta e la tua vita sembra abbandonarti. Se tu ci fossi raccoglieresti queste piccole lacrime, ma la tua assenza in questo campo è la cosa più forte, più della guerra, più del sangue (…).

“Domani nella battaglia pensa a me”, mentre uccido un altro uomo che non vorrei uccidere, mentre incrocio tra il crepitare del fuoco lo sguardo del mio compagno, e mentre combatterò cercherò di dimenticare il tuo nome, e il dimenticarti diverrà rabbia, rabbia per tutto l’amore non vissuto, rabbia per questa invereconda distanza, rabbia per tutta la vita e per tutta la morte che trascorreremo distanti e pensami, pensami per un istante, pensami quando ero senza di te, pensami perché mentre morirò in una città straniera, l’amor mio non morirà e il sangue versato diverrà linfa per il mio ricordo (…)

“Domani nella battaglia pensa a me”, pensa che forse un giorno ci rincontreremo nel silenzio di agosto o nelle piogge di settembre, e non ci saranno morti, non ci sarà nessun altro uomo e nessun altra donna o guerra che ci allontanerà, e un taglio, solo uno, sulla mia pelle ti dirà che il pensar tuo è arrivato a me.

Massimiliano Coccia

* estratto da Polvere e luce (edizioni Fermento, 2009)

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