IL LIBRETTO ROSSO DI GARIBALDI

IL LIBRETTO ROSSO DI GARIBALDI – Discorsi, scritti e proclami dell’uomo che inventò l’Italia sognando una patria socialista (Purple Press, 2011)

a cura di Pier Paolo e Massimiliano Di Mino

 

Riportiamo un breve estratto del nuovo lavoro firmato dai fratelli Di Mino, che a distanza di pochi mesi dall’uscita di Fiume di tenebra escono con un nuovo libro in cui la storia si fonde col mito, che è poi da sempre una delle possibilità che può darsi la scrittura per resistere a una malattia che sembra ormai spopolare nel nostro paese: la perdita della memoria.

Segnaliamo che il libro verrà presentato mercoledì 2 febbraio alle ore 18:30 presso la Casetta Rossa, in via G.B. Magnaghi 14 a Roma (zona Garbatella).


Ci hanno insegnato che non esistono più i miti, o che non è abbiamo più bisogno. In cambio ci danno per articolo di fede che quello di cui abbiamo bisogno, invece, è di produrre e comprare coscienziosamente. Sarebbe più onesto e corretto dire, quindi, che i vecchi miti sono stati soppiantati, con utile operazione teologica, da un nuovo racconto della vita non meno fantasioso di qualsiasi altro racconto. In questa favola bella si immagina la vita come una competizione senza limiti, con leoni e gazzelle che, in barba alla loro reale natura, vivono una vita insonne gli uni cacciando e gli altri fuggendo.

Si capirà, dunque, come siano divenute viete, per non dire pericolose, le vecchie storie che ci avvertivano sugli eccessi egotici degli eroi, con Achille e le sue schiere di ubbidienti mirmidoni pronti al massacro, o con Beowulf che manda a marcire tutto il regno pur di dimostrare il suo valore. Ci dicono che sono robe di scuola piena di polvere.

Non godere più dei benefici di tale avvertimento porta a conseguenze quali sono visibili, oggi, agli occhi di tutti.

La metafisica commerciale contemporanea, poi, deve considerare come vere nemiche quelle storie che ci guidavano nel mondo con coraggio, generosità e astuzia, tipo la storia di Odisseo, il re contadino che torna a casa e, con il porcaio Eumeo, un giovane figlio e una moglie abbandonati, caccia gli usurpatori e pratica giustizia e libertà. Splengler diceva che la civiltà sarà salvata da un plotone di soldati: è vero, ma il plotone è sempre composto dalla gente più strampalata.

Pensate, poi, se un mito ce lo troviamo incarnato, ed è anzi il nostro eroe, un eroe di questo mondo. Anzi di due, ma molto concreti e poco trascendentali: insomma un eroe il cui avvento non va spettato con fede. Pensate se, questo eroe, è l’eroe di cui il mondo sentiva veramente il bisogno (ce lo assicura il comandante Ernesto Che Guevara), e si chiama Giuseppe Garibaldi.

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Eroe monogol

…che poi de rossi a me non è mai stato simpatico, è un coatto… inutile dirlo… che poi vai a dire che ha il culo è un altro paio di maniche, ma insomma… ieri eravamo in chiesa a guardare la partita, perché io sto in una università di quelle ricche che per farci un campus si affitta un vecchio convento e allora nella chiesa (che noi chiamiamo confidenzialmente “aula chiesa”) ci facciamo un po’ di tutto: ci balliamo, ci scopiamo, ci seguiamo le lezioni, ci mettiamo le ferrari e le ducati, le luci strobo, ci seguiamo anche i mondiali… e allora stavamo tutti nell’aula chiesa e avevamo appena avuto la pappina di alcazar e appena vediamo ‛sto coatto che prima lo avevamo pure detto che era un coglione perché non ricordo che diamine aveva combinato se un gol perso oppure una scivolata, insomma alla fine de rossi c’ha il culo e questo basta. d’accordo, non diventerà mai un eroe, ma lo possiamo accettare, alla fine il gol lo ha fatto (che poi si scriverebbe “goal”, ma tanto – ormai…): che poi essere eroi è importante nel calcio, altrimenti sarebbero solo una ventina di stronzi a caccia di una sfera, senza eroismo si declasserebbe tutto. sì, sono un moralista del calcio, tifo una volta ogni quattro anni, quindi permettetemi di dire che se hai culo aiuti solo il calciomercato, che almeno la mafia si sa che ti uccide, il calciomercato lo fa piano piano: a trent’anni ti butto in mezzo alla strada e tu, che sì hai i milioni, ma non sai manco come si paga una bolletta alla fine ti trovi povero perché invece che cambiare l’olio alla macchina non sai che significa la spia accesa e allora ti si fonde il motore, ma te ne fotti perché ti compri un’altra macchina, hai i milioni, che ti frega?!, allora così diventi povero. perché il calciomercato vuole l’anima, e l’anima passa attraverso il culo. insomma, se devo dire chi è stato eroe, posso dire che valdez sotto buffon lo è stato, ma di più chiellini che l’ha sventato. dico che eroe è stato buffon perché faceva cacare, ma poi l’abbiamo saputo che aveva problemi al nervo sciatico e ha mollato tutto a marchetti, ma mai l’avrebbe fatto perché lui è uno che spinge sul pedale senza paura, ma ha dovuto mollare, ma ci voleva essere, s’è fatto fare un gol che mai si sarebbe fatto fare, ma va capito, perché aveva i problemi sciatici e mai se ne sarebbe andato prima o se ne sarebbe stato a casa perché ci voleva essere perché è un eroe. gilardino eroe assente, pepe eroe strisciante e carsico, marchisio eroe inespresso. ma de rossi no, non eroe, non con quella barba che ce l’hai perché vuoi darti un tono – ma alla fine ti perdono, che il gol te lo sei portato a casa, ma per una botta di culo, che pur sempre vale. ma forse anche tu sei un eroe, un eroe alla giuda, di quelli che “aò, se non c’ero io cristo ora era un capitalista che incassava le royalties della sua immagine, me so’ sporcato le mani per tutti voi, altrimenti col cazzo che questo ci finiva in croce, me so’ buttato in mezzo per voi, mica per me, che poi mi sono pure impiccato”. insomma, eroe pure lui, eroe trucido e manigoldo, ma eroe, di basso cabotaggio a questo giro, monogol, ma eroe.

Antonio Romano