Impressioni Noir

Un bar fumoso dall’atmosfera grigia come il tono della pellicola.

Alain Delon ordina un whisky al tavolo. Il complice, invece, dice di non bere alcol. A questo punto Delon si gira verso il cameriere e, con aria convinta, dice: «Allora un doppio whisky per me».

Un piccolo gioiello noir di Melville: I senza nome, classe 1970.

Uomini umbratili, apparentemente senza debolezze. Passato scomodo e misterioso. Silenzi, cappotto trench abbottonato e perenne fumo di sigaretta che buca la pellicola. E la storia, una storia fatta di personaggi incomodi, magari un Terzo uomo come il film di Carol Reed. Una storia dove non è oro ciò che luccica, dove non intricarsi nelle sue pieghe, non approfondire per non restare trincerati nelle sue macchinazioni e non farsi travolgere nel suo vortice di segreti e peccati . Leggi il resto dell’articolo