La resa

_Quello che segue è un estratto dell’ultimo romanzo di Fernando Coratelli, intitolato La resa (Gaffi 2013).

Nove e cinquantacinque incombe il silenzio. Nove e cinquantasei regna l’irreale. Nove e cinquantasette si accendono le prime sirene. Nove e cinquantotto la città è devitalizzata, gli occhi della gente paralizzati. Le linee telefoniche non danno segnale. Nove e cinquantanove arrivano le prime unità di crisi. Emergenza – è la parola d’ordine.
La polvere si deposita.
Dieci e zero-zero: il tempo scorre infischiandosene di tutto ciò che è successo.
Dieci e un minuto: al di là delle macerie, c’è chi non sa niente e ride, o chi si incontra per caso per strada, chi posta qualcosa su Facebook, chi twitta, chi guarda la televisione, chi lavora, chi muore per altro e chi nasce nonostante tutto.
Dieci e due minuti, Tommaso vaga alla ricerca di Mario Astolfi – in realtà non lo cerca, si guarda solo intorno. Leggi il resto dell’articolo

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Da Genova a oggi. La memoria del G8 attraverso generi e media

La seconda parte di questo articolo, contenente un’intervista allo scrittore Domenico Esposito Mito, verrà pubblicata venerdì 1 giugno.

di Claudia Boscolo

Laddove tutti narrano non ci dovrebbe essere esubero di temi, verrebbe da pensare. Anzi, i temi dovrebbero scarseggiare. In una nazione di gran contastorie come la nostra, un paese in cui si dice vivano più aspiranti scrittori che effettivi lettori, dove non scarseggiano i circoletti e le associazioni che si sobbarcano il peso di riempire la voragine culturale volutamente lasciata dalle istituzioni e dalle tristi politichette locali, l’elaborazione del lutto causato da un evento disastroso, che data ormai a più di un decennio fa e di cui chiunque può dichiararsi vittima, dovrebbe essere cosa fatta. Invece il G8 di Genova rappresenta l’ultimo di una lunga teoria di traumi da cui gli italiani sembrano non riprendersi più. Leggi il resto dell’articolo

Quando il comunismo finì a tavola

Riportiamo un breve estratto del nuovo libro di Fernando Coratelli, Quando il comunismo finì a tavola. Trentatré anni per smettere di mangiare bambini (Caratteri Mobili, 2011), dove si narra degli anni (dal 1978 al 2011) che hanno cambiato la politica italiana, e in particolar modo la sinistra: poco più di tre decenni esaminati alla luce di quattro tappe fondamentali (l’omicidio di Aldo Moro, la caduta del Muro di Berlino, i movimenti no global e i terribili giorni della crisi del 2011) e di due indicatori particolari delle mutazioni sociali (il cibo e la musica).

 

«Già, che succede dopo la caduta del Muro? Succede che stanno per farsi largo gli anni Novanta, succede che sta per invadere il nostro mondo il sorriso ebete di Arcore, succede che la Mafia alza il tiro, succede che gli Stati Uniti si mettono a fare guerra all’Iraq, succede che un poliziotto destrorso diventato magistrato mette a soqquadro la politica italiana, succede un mucchio di cose. Leggi il resto dell’articolo