Ai compagni impallinati

In occasione del 25 aprile, Festa della Liberazione, pubblichiamo in anteprima un breve estratto del prossimo romanzo di Simone Ghelli, “Voi, onesti farabutti”, che uscirà a settembre per l’editore CaratteriMobili.

Per quanta memoria se ne sia andata, persa in quel taglio, di verità n’è rimasta ancora abbastanza: piuttosto, è la lingua che vien meno; la parola giusta per dirla, questa maledetta verità.

Sarà per questo che mio nonno m’ha sempre detto di studiare, perché lui i libri doveva portarli a piedi: chilometri e chilometri di strada in campagna doveva fare, dal suo casale alla scuola e poi ritorno, ma le mani servivano prima per zappare che per sfogliare i libri. Piene di calli grossi così erano le mani, che poi finirono a imbracciare i fucili per spianare la strada agli altri: ai giovani che non avrebbero più dovuto patire la fame né l’onta di rintanarsi per un’idea; ai giovani che di libri ne avrebbero potuti leggere e scrivere tanti, col sedere al caldo. Leggi il resto dell’articolo

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