Progetto Evasione

di Andrea Frau

Giugno 2012

Dall’inizio dell’anno sono morti 61 detenuti, 21 di questi sono suicidi.
Un cartello luminoso posto sul tetto della sede del Ministero della Giustizia aggiorna il conteggio in tempo reale.
D’estate la situazione si complica.
Nella sauna del sovraffollamento l’umanità detenuta non espia la colpa, la suda. E gli impiccati se ne stanno come d’estate, sugli alberi, le foglie.

Lo Stato ha appaltato ad una società privata la gestione della mente dei detenuti.
Lo chiamano “Progetto Evasione”.
Grazie a questa multinazionale onirica specializzata in deliri personalizzati ogni detenuto potrà vivere la sua esperienza lisergica Leggi il resto dell’articolo

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(Come un sole) Verde

di Pierluca D’Antuono

Il mio amico leghista è affranto. Lui si fidava, ci credeva davvero. Mentre mi parla s’illumina di un rancore immenso che mi trasmette come una venerea tristezza che marcisce a 18 fotogrammi al secondo. Per tirarlo su non basta il solito giro notturno per i marciapiedi della Varese carioca alla ricerca del nostro sogno padano primigenio. Questa notte il mio amico leghista è troppo triste per esotismi predatori, ha solo voglia di silenzio. Per distrarlo ordino altri 2 Disaronno ma il Bepi dice no perché sono le 3 e il Caraoke sta chiudendo.
Il mio amico leghista vuole andare a Lugano come se fosse sabato sera ma poi inchiodiamo al bar dell’Agip che è aperto anche di notte ed è l’unico a quest’ora. I cessi sono spaziosi e sanno di clinica convenzionata, ma al bancone c’è un negrone e un po’ ci rimaniamo male, finché sentiamo che parla padano e allora ridiamo, guardinghi ma ridiamo. Ordiniamo 2 Disaronno e quello riempie per bene i bicchieri, almeno 3 volte di più di Bepi. L’amaro ci riscalda e il silenzio ci rilassa. Il negro legge la Padania e ci guarda ridendo come un negrone del cazzo. Il mio amico leghista non si diverte per niente, il suo rancore si trasforma in rabbia verde che mi trasmette come un’epatite fulminante e finalmente non è più triste immobilizzato ma incazzato agitato.
Il negrone sorride ancora, poi ci racconta una storia. Leggi il resto dell’articolo