Racconti da #TUS2: collezionali tutti!

torino una segaConcludiamo oggi la pubblicazione dei testi dal reading Torino Una Sega 2. Chi è stato al Caffè Notte quella sera sa che è stato un reading molto partecipato, che ha visto nomi di rilievo del panorama letterario italiano, giovani/quasigiovani promesse e gli imprescindibili “slot superpazzo” (© Vanni Santoni). Nell’impossibilità di pubblicare tutti i testi (sono oltre un centinaio, se la memoria non ci inganna), ringraziamo tutti quelli che ci hanno inviato i propri, chi non ce li ha voluti dare e pure chi non ha risposto alle mail. Ringraziamo infine gli accademici: Raoul Bruni, che ha letto il Discorso di Firenze (1913) di Giovanni Papini, raccolto nel volume L’esperienza futurista; Effe, che ha letto La vita sessuale dei selvaggi di Bronislaw Malinowski; Francesco Ammannati, che ci ha deliziato con la lettera di Belisario Vinta, Primo segretario di Stato del Granducato, al Granduca Francesco de’ Medici.
Quello che segue è l’elenco dei testi da noi pubblicati, in ordine cronologico: Leggi il resto dell’articolo
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Amore 2.0 – #TUS2

charlie chaplindi Francesco Faralli

Finite – sì, di già! – le vacanze pasquali si torna tutti alle consuete occupazioni e ai consueti regimi alimentari. Ecco allora l’appuntamento coi testi del reading Torino Una Sega 2Oggi ospitiamo Amore 2.0 di Francesco Faralli, breve storia distopica a base di cromosomi, vaccini contro le emozioni e meritocrazia.

Era la terza volta che la signora si ripresentava quella settimana. Bussava al vetro della reception, stringendo nell’altra mano uno stropicciato modulo B21, il volto rigato di lacrime. Il consulente si limitava a scuotere la testa, sorridendo. “Signora la prego, è la prassi. Il filamento di suo marito…”. Ma lei niente, continuava a battere sul vetro agitando il modulo. “Mio marito è la persona più buona al mondo e non si è mai sognato di bere! Per favore per favore, non abbiamo nulla, questo lavoro è importante per mio marito, nostra figlia …”. Il consulente annuiva mestamente, da programma. In cuor suo avrebbe voluto prendere a calci quella dannata seccatrice. Era la terza volta (la terza volta!) che quella si presentava a lagnarsi! E cosa ci poteva fare lui se i test genetici obbligatori per legge avevano riscontrato in suo marito una lieve anomalia nel cromosoma DRTY483820 del filamento HFHSK3946895, che nel 30% dei casi evidenzia una latente tendenza all’alcolismo e alla cleptomania? Certo, questo non dava la certezza che suo marito fosse un cleptomane alcolista, ma era una ragione più che sufficiente perché l’azienda non l’assumesse. Ovvio. Leggi il resto dell’articolo

L’olandese – #TUS2

Erasmo da RotterdamPer lo spazio dedicato ai testi del reading Torino Una Sega 2 oggi presentiamo un racconto di Andrea Berneschi, letto al Caffè Notte da Francesco Faralli. Il racconto s’intitola L’olandese.

I regali che ricevo ai miei compleanni vanno incontro a un destino molto variabile. I cd in genere sono quelli che durano di più, protetti dalle custodie di plastica, allineati nei loro scaffali: può darsi che a distanza di molto tempo li metta sullo stereo, e ascoltandoli mi rammenti dei tempi passati. Graditi sono anche libri e film. Anche se, non è mai facile indovinare i gusti di qualcuno in queste cose, e specialmente i miei: un regalo dovrebbe essere quello che uno vorrebbe fortemente ma che non si concederà mai. Opere complete, fumetti in formato grande e rilegato… difficile beccare proprio quella cosa precisa là. Neanche io ci indovino troppo, coi regali: a volte mi faccio l’idea che a uno piaccia qualcosa, gliela compro, e poi lo vedo nascostamente deluso. La pianta carnivora mi sopravvisse un annetto, per poi eclissarsi lentamente e svanire a causa di non so quale malattia; la tartaruga d’acqua durò un po’ di più. Ma in genere le cose vive le curo. All’ultimo compleanno un mio amico mi ha regalato invece qualcosa che non mi aspettavo proprio: un olandese.

Uscito dalla scatola, mi rimase subito simpatico. Era vispo, intelligente, si vedeva che me lo aveva fatto qualcuno che mi conosceva bene: come regalo mi caratterizzava, mi rendevo conto che forse qualche lato “olandese” nel carattere ce l’avevo sempre avuto. Elegante e sobrio, col cappello nero, il vestito nero, il grande colletto bianco, baffi e pizzetto, partecipò alla cena, divertendosi a raccontare anche delle facezie, così per rompere il ghiaccio. Ma senza voler dare troppo nell’occhio, senza voler per forza mettersi al centro dell’attenzione. Ai miei occhi acquistava punti. Leggi il resto dell’articolo