Sentieri di notte – #TUS3

-Per i testi del reading Torino Una Sega 3 spazio a Giovanni Agnoloni, che al Caffè Notte ha letto un brano da Non lasciar mai che ti vedano piangere, di Amir Valle (Edizioni Anordest) e un estratto dal suo romanzo Sentieri di notte.

Il magazzino era vuoto. Le pareti, che una volta dovevano essere state bianche, erano coperte da una patina grigiastra; il pavimento invece era di colore scuro, quasi nero. Il soffitto bucherellato lasciava indovinare ampi spazi, velati di ragnatele vecchie decenni. Se avessi avuto una chiara idea della parte della città in cui mi trovavo, forse avrei capito di quale edificio si trattava. Ma ero quasi certo di non avere mai visto niente del genere.
Mi accorsi che non si udivano suoni né rumori. Tutto era avvolto in un silenzio pneumatico. Non mi sentivo agitato, ma esposto. La mia pelle era come volata via, i miei nervi erano scoperti, le memorie del mio terzo occhio focalizzate su qualcosa che non riuscivo a identificare.
Improvvisamente mi resi conto che la mia luce-guida non pulsava più. Era scomparsa, dissolta nel silenzio, forse perché me ne accorgessi quando ormai era troppo tardi. Quando dovevo per forza procedere, e c’era un’unica direzione possibile.
Una porta, in fondo. Metallica, grigio-chiara.
Un ascensore. Leggi il resto dell’articolo