Un ricamo e una preghiera /2

Benedetta Torchia Sonqua

Il racconto continua da qui

 

 

Sceglievo sempre lo stesso posto, nella cappelletta sulla destra; da bambina ci andavo per mano a mia madre e, quando sono diventata giovinetta, per un po’ ho continuato a sedermi lì, vicino a quelle che venivano dalla Contrada Scaleri. Mi faceva compagnia quel loro chiacchierare costante. Si davano il cambio: mentre il gruppo in attesa del prete sgranava il rosario a voce alta, una, a turno, si produceva in un assolo bisbigliato ma comprensibile, raccontando fatti ed episodi della vita propria e altrui, cosicché tutte, prima della fine della funzione, davano fondo a tutte le cose divertenti e tristissime di cui erano a conoscenza; cattiveria e pietà si mischiavano in quei racconti camuffati da litanie. Leggi il resto dell’articolo