Cinquantadue. O cinquantatré – #gunstreet

52.53di Domenico Caringella

C’è un solo modo per nascere. E mille per morire.
È un antico detto, un antico detto cinese del cazzo.
Non è vero, è mio, l’ho inventato adesso. Però mi suonava bene. Di solito bluffo. Va bene, va male.
Dipende.
Ok. Ci sono mille diversi modi per morire.
E poi c’è il mio.
Diamanti di mezzo. Falsi. Quelli rifilati a “Gaza” Assan, un palestinese atipico che accumula beni, colleziona fighe e si lucida gli occhi guardando pietre preziose. E che paga una squadra di Leggi il resto dell’articolo

Navi che attraversano il mare di notte

di Simone Olla

Gerardo apre la porta della cabina 112, sul ponte Aurora. Il pavimento è di velluto blu; i suoi passi – dopo aver acceso la luce – non fanno rumore quando si dirigono verso il letto con la testiera a prua; se dovesse avere freddo – gli hanno detto alla reception – se dovesse avere freddo troverà una coperta nell’armadio. Gerardo, posata la valigia al centro della stanza, è la prima cosa che ha fatto, guardare se dentro l’armadio ci fosse la coperta; rassicurato dalla vista di questa si è disteso sul letto e ha liberato i piedi dalle scarpe bloccando le mani dietro la nuca, ha chiuso gli occhi pensando di rimanere chiuso dentro alle sale d’imbarco per tutta la traversata, i suoi pugni sulle porte sbarrate inascoltati: la puzza di nafta potrebbe stordirmi, respirare per undici ore questi vapori potrebbe uccidermi, pensa Gerardo ancora con gli occhi chiusi, disteso sul letto della cabina numero 112. Leggi il resto dell’articolo