Ora e sempre Resistenza

di Andrea Frau

“Johnny pensò che un partigiano sarebbe stato come lui, ritto sull’ultima collina, guardando la città, la sera della sua morte. Ecco l’importante: che ne rimanesse sempre uno”
Beppe Fenoglio

Alba (Piemonte), 8 Febbraio 2012.

«Capo, faccio passà er cavo qua sotto, te rompe er cazzo?»
«None, va tranquillo».
Giovanni ascoltava frammenti di discorsi da dietro un cespuglio.
A parlare erano due operatori di una troupe borgatara.
Stavano girando la fiction Johnny, il partigiano, per la Rai.
Era una fiction scivolosa. Gli sceneggiatori avevano dovuto sudare parecchio: un colpo al cerchio, uno alla botte, uno alla falcemartello, l’altro al fascio, un colpo ai partigiani rossi, l’altro ai partigiani cattolici, senza dimenticare i liberali, gli azionisti, i socialdemocratici, i filo monarchici, eccetera, e un colpo pure agli eccetera.
«Stop, pausa! Staccàmo, sò arrivati i cestini,» l’individualità di un operatore emergeva momentaneamente dalla massa. Le maestranze erano un corpo unico.
Un unico, grande uomo romano, di quarant’anni, con un unico, grande giubbotto con milioni di tasche. Milioni di tasche contenenti milioni di bestemmie. Leggi il resto dell’articolo

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