Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 2

Il tempo è come un carrello al supermercato, ci puoi metter dentro quello che vuoi; ma se non hai i soldi per pagare resta vuoto. Questa avventura a Frigolandia procede nel migliore dei modi. È normale essere entusiasti della vita di campagna dopo qualche settimana, dice Simone Rossi, ma, fatta eccezione per la paura presa venerdì scorso, e l’imprevisto dell’acqua di cui vi dirò più in là, non posso che ritenermi soddisfatto, pacificato, per certi versi: rinato. Perlopiù i giorni se ne sono andati recuperando il lavoro arretrato tralasciato nelle ultime due faticose settimane a Roma. Il trasloco è stato duro, i libri e le cose, accumulate in quasi dieci anni di vita, sembravano non finire. Ho buttato via parecchi ricordi. Oggettini, foglietti, addirittura alcune Leggi il resto dell’articolo

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Trauma cronico – Sfratto esecutivo

Liberté, Égalité, Fraternité”

Motto della Rivoluzione Francese

La scorsa settimana vi ho detto che il comune di Giano dell’Umbria ha intimato lo sfratto alla Repubblica di Frigolandia (letteralmente la “terra della rivista Frigidaire”) mettendo di fatto a repentaglio un archivio storico di inestimabile valore che fa parte del patrimonio culturale di tutti noi.

Se vivessimo in un paese veramente democratico, un paese civile, umano, che avesse davvero a cuore la storia, l’arte e la cultura, oggi avrei potuto scrivervi, ad esempio, dell’ultimo, bellissimo libro che ho letto, ovvero Il tempo materiale di Giorgio Vasta, ed invece, figlio di quest’Italia dove non funziona quasi niente, dove ogni giorno viviamo una serie di traumi, violenze, soprusi, scempi, non posso esimermi dal denunciare (mio dovere in quanto scriba) l’ingrata sorte che mette a rischio il lavoro culturale di un uomo di 63 anni, il buon vecchio Vincenzo Sparagna, e dei suoi prestigiosissimi collaboratori di una vita straordinaria.

Il comune di Giano ha fissato per il 26 novembre il giorno ultimo per abbandonare i locali di Frigolandia.

Italia già così è un posto abbastanza becero e deplorevole, senza Frigolandia lo sarebbe senz’altro un pizzico di più. Prego vivamente gli avventori di questo blog di diffondere e divulgare la notizia come e quanto possono (e chi può il 26 vada a Giano dell’Umbria!). Frigolandia è un luogo di fantasia in un paese che la fantasia pare averla smarrita. Non si può permettere che un patrimonio artistico e culturale di inestimabile valore venga trattato in questo modo. Non è umanamente concepibile.

Vi saluto invitandovi a leggere l’ultimo editoriale di Vincenzo Sparagna sul sito di Frigolandia dove potrete aggiornarvi sugli sviluppi dell’incresciosa vicenda.

E speriamo bene.

Gianluca Liguori

Trauma cronico – Frigidaire ti voglio bene

Questa domenica vorrei porre alla vostra attenzione una vicenda che mi rattrista molto, emblematica dello stato che vive la cultura oggi nel nostro paese: il comune di Giano dell’Umbria vuole sfrattare Frigolandia.

Frigolandia è la prima Repubblica Marinara di Montagna, Territorio Autonomo della Fantasia, Città immaginaria dell’Arte Maivista, Ashram socratico, Monastero eurotibetano, Accademia delle invenzioni e della musica.

Frigolandia è la patria di Frigidaire, storica voce della controcultura italiana diretta da Vincenzo Sparagna. Come spesso ho detto, ritengo Sparagna un intellettuale di quelli rari. Ascoltarlo parlare è sempre un’esperienza unica, si impara ogni volta un sacco di cose, è magnetico il suo parlare, la sua figura, le sue parole sono pesanti come macigni. Ma l’Italia è sorda, non ha orecchie per ascoltare, sente, non ha occhi per guardare, vede, non ha parole, muta, non ha forze per reagire, subisce.

Un paese martoriato che non riesce a risorgere senza perire. Siamo al trionfo dell’osceno, dell’assurdo, dell’impensabile. La totale assenza del senso del decoro, l’inimmaginabile farsa. Anzi no, la caricatura di una farsa.

L’Italia di oggi è la stessa che ieri ha ammazzato Pasolini all’idroscalo di Ostia quella maledetta notte del 2 novembre 1975. Il cadavere martoriato del poeta che non ha avuto giustizia è l’Italia in marcescenza che egli aveva profetizzato. Oggi i nostri intellettuali non scrivono editoriali sui giornali né vanno in televisione. E su quelli che ci vanno, stendiamo un velo pietoso.

Cos’era Frigidaire lo sapranno probabilmente soltanto i lettori che hanno qualche anno in più. Ai giovani dico solo che in redazione c’era un tal Andrea Pazienza, che tutti voi son certo conosciate. E poi, come più volte mi ha ribadito mio zio, a Frigidaire va il grande merito storico di essere stati i primi in Italia a parlare di aids.

Il mio appello è rivolto soprattutto a quelli più grandi di me, che sappiano spiegare ai più giovani, che debbono ancora imparare, imparare a non dimenticare. Vi invito a leggere la storia negli ultimi editoriali di Vincenzo Sparagna sul sito di Frigolandia e, naturalmente, sostenere e diffondere la causa.

Sono in gioco opere di Andrea Pazienza, Stefano Tamburini, Tanino Liberatore, Filippo Scozzari e tanti altri grandi artisti, oltre allo storico archivio della rivista Frigidaire, un patrimonio incredibile.

È assurdo di come in Italia la cultura sia sempre più bistrattata ed ostacolata. Diventiamo sempre più bestiali.

La cultura è abolita. Il pensiero è stato condannato all’ergastolo. La fantasia è stata proibita.

Gianluca Liguori