Garrinchakra

garrinchadi Fabrizio Gabrielli

Da quando è uscito Sforbiciate, e ormai è passato del tempo, mi son scivolati – spesso m’han fatto scivolare – per le mani una serie di scritti calcistici, filocalcistici, pseudocalcistici, metacalcistici, che davvero basta, m’è successo che un po’ mi sia andata a noia, la palla quando rotola per le righe d’un libro. A meno che non sia uno di quei palloni calciati con le ultime tre dita del piede sinistro, a effetto, che producono stupore e meraviglia per come escono dalla visuale e vi rientrano repentini, ça va sans dire.

Non avevo mai letto niente, di Riccarelli; conoscevo al contrario abbastanza bene la biografia di Mané, il passerotto, e buona parte della sterminata bibliografia a lui dedicata, o almeno quel tanto che ti porta a chiederti “Si può parlare di Garrincha encore une fois?”
D’altronde, in buona parte di quei libri calcistici, pseudocalcistici, filocalcistici e metacalcistici passati in rassegna, la figura di Mané tornava e ritornava incessante, come un mantra – o dovrei forse meglio dire un meme –, assurta a feticcio doriforo d’una visione poetica e trasognante del gioco più bello del mondo. Per questo ero un po’ titubante quando mi è capitato tra le mani questo suo libellino agilèrrimo, edito da Giulio Perrone, che s’intitola Garrincha e si compone di tre parti: una conversazione tra l’autore e Michela Monferrini, un racconto intitolato Passerotto (già incluso nella raccolta L’angelo di Coppi edita da Mondadori) e un’azione teatrale di dieci quadri omonima del libro. Leggi il resto dell’articolo

Poesia precaria (selezionata da A. Coffami) – 9

Girolamo Grammatico. Di lui so ben poco, l’ho intravisto per ventisei secondi in via del Pigneto però lo immaginavo diverso. Più elettronico e vi dirò: più anziano. Invece Girolamo Grammatico è uno giovane, avrei dovuto leggere prima l’età sul libro e sul sito ma era un nome che mi ronzava da anni in testa quando si faceva gli slam a Milano ed ogni tanto sbucava questo nome (Girolamo Grammatico) e si diceva un gran bene di lui. E allora con quel cognome così scolastico mi pensavo fosse un professore… ed invece ha la barba e saluta come fanno i giovani. Allora ho letto il suo libro POESIE SENZA ADSL (Giulio Perrone Editore) ed è proprio bello: futurista al punto giusto, pop al punto giusto, ironico al punto giusto e romantico al punto giusto. Una poesia “leggera” ma non per questo minore, anzi. POESIE SENZA ADSL lo consiglio, compratevelo e non fotocopiatelo perché ci stanno pure delle immagini dentro ed in fotocopia vengono male ed inoltre vale la pena leggere ogni tanto una sua chicca. Seguitelo sul suo blog, Percezionesociopatica, quando avete dieci minuti per rinsavire dalla monotonia della vita moderna. E poi vedrete gli oggetti che vi circondano con occhi diversi. Anche i più tecnologici avranno un’anima, un’anima tutta loro… e tutto ciò stranamente non è inquietante.

La poesia che vi propongo, tratta da POESIE SENZA ADSL (Giulio Perrone Editore), è Canzoni d’amore. Leggetevilla!!!

Andrea Coffami

CANZONI D’AMORE

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canzoni d’amore

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dagli anni ’60

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Chissà che faccia farai

quando all’appuntamento

per la compravendita

troverai me

che te l’ho regalato.

Girolamo Grammatico