Carta taglia forbice – 11

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Una grande città dell’Europa occidentale

– Gliel’hai detto?
– No.
– Perché non gliel’hai detto? Leggi il resto dell’articolo

Carta taglia forbice – 5

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Una grande città dell’America del Sud

Ci sono dei momenti in cui lui e lei non sanno che farsene del tempo. Il tempo stringe. Il tempo è denaro. Tempo contato. Non ho tempo da perdere. A loro non importa, perché lui e lei passano tutto il tempo insieme. Ma poi arriva il giorno in cui una conoscenza in comune incontra lui e gli chiede di lei, e lui scoppia a piangere, e la conoscenza non sa che fare, anche perché le buste pesano, il pesce puzzava già quand’era steso sul ghiaccio del banco, e poi è ora di tornare a casa. Ma lui piange e la conoscenza non può che fingere premura, interesse.
Alla fine lui si asciuga le lacrime e torna a casa. In cucina c’è un odore insopportabile di cose lasciate andare a male, e il vecchio frigorifero è rotto, non funziona più, perciò forse Leggi il resto dell’articolo

Carta taglia forbice – 4

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Una grande città dell’America del Nord

Lui è convinto che il suo tempo sarà ricordato nei testi di storia del futuro come un tempo di esperimenti e d’incertezza.
Lei piange a dirotto. Piange quando vede il video del fotografo della Reuters ammazzato come un terrorista. Piange quando lui le dice che un tele-obiettivo non può essere scambiato per un’arma. Neanche un bambino sarebbe così coglione, le dice sfilandosi le scarpe. Lei piange quando il nuovo presidente piange davanti a una folla di uomini e donne che piangono in diretta mentre un’altra folla di uomini e donne muore. Lei è bellissima quando piange, ma lui non riesce comunque a sopportarla. E’ convinto che se lei fosse nata durante il Rinascimento, a Firenze Leggi il resto dell’articolo

Carta taglia forbici – 1

Parte prima – i paragrafi della terza persona
Parte seconda – i monologhi della prima persona
Parte terza – i dialoghi delle persone

a C. D. G.

Parte prima

Mio padre era un coglione solitario e barbaro;
ebbro di delusione, solo davanti alla tele,
rimuginava piani fragili e molto bizzarri,
poiché la sua grande gioia era di vederli fallire.

Michel Houellebecq

Potrei, con l’andare del tempo, imparare che cosa si
può farne, di questa materia di vita slegata e vagante,
tanto più consapevolmente e scrupolosamente, nella narrativa.

Virginia Woolf, Diario di una scrittrice

Una grande città dell’Europa occidentale

Lui e lei stanno insieme da cinque anni. Vivono in un bilocale, in un palazzo con l’intonaco scrostato costruito cinquant’anni prima quando la strada di fronte era campagna. Lei è più alta della media delle donne del suo paese e più bella di tutte le donne che lui ha incontrato nei suoi 30 anni di vita. Lui non è mai riuscito a laurearsi e ha sempre trovato lavori che non gli piacciono. Lei si chiama Francesca e lui Lucio.
Lui ha la pancia e lei no. Lui desidera un figlio e lei non lo sa. Leggi il resto dell’articolo