Stati d’eccezione. Cosa sono le micronazioni

[Qui di seguito un’anteprima dal nuovo libro di Graziano GrazianiStati d’eccezione. Cosa sono le micronazioni, dall’11 luglio per i tipi di edizioni dell’asino]

L’obiettivo di chi decide di dichiarare indipendente un territorio piccolo, piccolissimo, una porzione di mondo che spesso delimita poco più che la residenza del novello governante, o al massimo della sua comunità di riferimento, è il desiderio di sentirsi sovrani in casa propria. Manie di grandezza, particolarismo esasperato? C’è un po’ di tutto questo; ma anche se praticamente la totalità di questi microstati non hanno alcun riconoscimento internazionale che non sia quello di altre micronazioni come loro, i sedicenti governanti sottolineano che anche la sovranità, in fondo, è una questione di percezione. E forse non hanno tutti i torti se è vero quel che si racconta, ad esempio, del vecchio dittatore portoghese Antonio de Oliveira Salazar, alla cui vicenda José Saramago dedicò un racconto: colto da infarto e costretto ad abbandonare il potere, continuò a credere per molti mesi di essere a capo del governo poiché nessuno ebbe il coraggio di comunicargli che non era più così. Ma se in quel caso si trattava di un vero potente, la vicenda che ha per protagonista Joshua Abraham Norton è ben più bizzarra e indicativa del clima che circonda la fondazione di una micronazione. La sua storia Leggi il resto dell’articolo

Li sonetti der Corvaccio

Qui di seguito potete leggere un sonetto pubblicato ne I sonetti der Corvaccio (La Camera Verde, 2011) di Graziano Graziani.

Ricordiamo inoltre agli amici romani che stasera, martedì 7 febbraio, alle ore 21, presso Colosseo Nuovo Teatro, via Capo d’Africa, 29/a, si terrà un reading tratto dal libro. Legge l’autore Graziano Graziani con accompagnamento musicale di Simone Nebbia.

‘E lapidi 

De qua, ficcate ’n tera a la rinfusa,
fatte de marmo lucido e ggajardo
ce so’ le lapidi, ’ndo’ dorme sia ’r bastardo
che ’r nobbile da la nomea più astrusa.

A Roma ce sta ’n detto che sse usa
da di’ pe’ ddi’ a quarcuno che è infingardo:  Leggi il resto dell’articolo