Il male

sanPubblichiamo in anteprima un estratto da Il male, nuovo romanzo di Massimiliano Santarossa in uscita per Hacca il 6 novembre. Un altro breve estratto lo trovate sul sito della rivista Satisfiction.

Tra le mura di cemento, perso nei vicoli bui, si muove osceno un semivivo. È uno dei molti che popolano la terra, sono i creati a immagine e somiglianza del padre, ma divenuti per scelta diversi, disfattisi nel tempo con le proprie mani, per volontà personale, per superare il vuoto, per giungere ovunque, soli. Non sono forse costoro divinamente nuovi? È potente ciò che porta con sé, profondo è il male suo, ancestrale la paura che lo possiede e guida.
Lo seguo. Leggi il resto dell’articolo

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Brevi consigli di lettura

Per Natale vi suggerisco due libri recenti che, nella loro diversità, mi hanno colpito molto per la forza della scrittura. Si tratta di letture per nulla concilianti, che magari vi aiuteranno durante questo periodo di buonismo sfrenato. Regalateli e regalateveli per non addormentarvi durante le lunghe digestioni che vi attendono: vi consiglio una dose di almeno dieci pagine dopo ogni pasto, per scrollarvi di dosso le calorie in eccesso.

Raffaella R. FerréInutili fuochi, 66tha2nd
Isabel FarahFunambole, Del Bucchia
Simone Ghelli
Da un anno e mezzo, come i nostri lettori più attenti certamente sapranno, scrivo recensioni di romanzi italiani su Frigidaire. Tra i libri recensiti quest’anno, mi sento in dovere di segnalare anche a voi due romanzi bellissimi, pubblicati da due case editrici che si contraddistinguono – cosa non facile di questi tempi – per qualità di catalogo; si tratta di due storie dolorose e profondissime, una ambientata nella provincia bresciana e una in costiera amalfitana, scritte da due autori, entrambi campani, che dimostrano di avere il registro del grande scrittore e – ne sono certo – doneranno ai lettori italiani (e spero non solo) enormi soddisfazioni. Da leggere, rileggere e regalare.

Gianfranco Di Fiore
, La notte dei petali bianchi, Laurana
Luigi Pingitore, Tutta la bellezza deve morire, Hacca
Gianluca Liguori

ContraSens – Come l’estero è diventato la mia nuova Patria

Piccoli accorgimenti fonetico-sociali.

Le lettere che contraddistinguono i suoni della lingua romena, e che di conseguenza ne affilano la musicalità in senso specifico, in questi testi non hanno subito traslitterazione. A seguire, una breve guida fonetico-esplicativa per la loro lettura corretta:
Ă: una -a più gutturale, pronunciata con la parte anteriore della gola, a bocca mezza aperta.
Â: una -a gutturale che tende alla -i.
Ț: corrisponde ad una -z dura, come in pazzo.
Ș: corrisponde al suono -sc, come in sciare.
Buona lettura.

Come l’estero è diventato la mia nuova Patria
di Vasile Ernu
Traduzione di Clara Mitola

Sono nato in URSS, così come dice il romanzo1. Ho viaggiato in diversi luoghi attraverso “la mia sterminata terra natale” alla ricerca dell’estero. A sette anni ho visto Minsk e Kiev, a 10 prendevo il sole a Jalta e mangiavo gelati a Leningrado, mentre a 15 anni già me la spassavo a Yerevan e Tashkent, ma in nessun di questi posti mi sono sentito all’estero. Nel 1990, poco prima che la mia Patria scomparisse, sono arrivato in Romania, prima nazione a diventare il mio estero e dalla quale non sono più andato via. In merito a questo vi racconterò nelle righe a seguire.

Ah, estero! Una parola così dolce, una parola così amara… da dove cominciare? Partiamo con i ricordi più belli dell’infanzia, anche se in quel periodo ho vissuto in un paradiso che oggi è chiamato inferno. Per me quello è stato il paradiso in terra, a prescindere da quanto chiunque oggi possa tentare di convincermi del contrario. In realtà, non è una convinzione, ma una determinata percezione, un determinato tipo di ricordo. La memoria di un bambino, o di un adolescente, ha l’incredibile capacità di eliminare il negativo e l’orribile e di ricostruire un mondo perfetto in cui puoi rifugiarti come in uno dei migliori mondi possibili.
Senza volerlo sono un bambino dell’Impero, nato da qualche parte a sud, in periferia. L’Impero – e questo è valido non solo per quello russo o sovietico – ha qualche problema legato alla definizione di un tipo determinato d’identità. Esiste, è naturale, un’identità etnica, nazionale, linguistica, geografica e religiosa a cui appartieni, sebbene esista qualcosa che supera tutto questo. L’identità imperiale ti dà qualcosa in più di tutte queste messe insieme, o meglio le unisce e conferisce loro un significato al di là delle stesse. L’appartenenza all’Impero ti da un significato al di là delle identità nazionali, religiose e linguistiche, che diventano secondarie. Leggi il resto dell’articolo