Irritazione e Scrittura. Riflessione sul tempo in generale, notturno in particolare

di Simone Lisi

Scrivo qualcosa dopo aver perso miseramente due partite a scacchi contro il computer, è notte: perdere tre partite a scacchi contro il computer mi crea irritazione e capisco, o forse mi racconto, che ciò non significa che sia per forza un cretino. Sono stanco. Sono stanchissimo e per questo perdo contro il computer a livello sei. Le cose dopo, quando la smetto di insistere a scacchi, dopo un suo splendido scacco matto, non migliorano. Spengo il computer, ho lasciato il cavo di alimentazione di là, al buio, dove Diana sta dormendo, e allora vado, mi trascino di là cercando di fare meno casino possibile per non svegliarla o almeno non disturbarla troppo. Lei si sveglia. Torno in cucina e mi metto a riguardare cose scritte che suonavano bene oggi, nel pomeriggio, e ora sono tutte storte, contorte, in una parola: sbagliate. Allora mi metto nella penosa pratica di pulitura e quando rileggo mi sembra che tutto abbia perso, se possibile, ancora qualcosa. Sono stanco, non dovrei mettermi a pulire quando sono stanco e ho perso miseramente contro il computer, sempre per colpa della stanchezza. A volte decido di localizzare il problema nella stanchezza, a volte nel pulire in senso ampio, oppure ancora sulla Leggi il resto dell’articolo

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I capolavori ritrovati della poesia – Akikazu Ando

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Un’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

SOGNI, SEGNI di Akikazu Ando (1897?)

Dalla sacra montagna
esili lingue di fumo
Eruzione imminente

AKIKAZU ANDO (? – Prefettura di Kanagawa, 1923)

Il 13 settembre di cinquant’anni fa, nella boscaglia dell’isola di Iwo Jima veniva trovato Tetsuya Shoba, un soldato giapponese che era vissuto per sedici anni alla macchia convinto che l’Impero fosse ancora in guerra Leggi il resto dell’articolo