Rock’n’Roll Queen

di Francesco Quaranta

Sei. Uno. Scemo.
Ogni parola è scandita da un bacio sulle tue attonite labbra incapaci di chiudersi.
Sei. Un. Geloso.
Morbidi punti che segnano le pause perfette nel ritmo delle sue sillabe.
Sei. Un. Possessivo.
L’ultima parola che s’allunga sempre più a ogni frase, quasi languisse nella suspense per farti boccheggiare in attesa del premio successivo.
Vorrebbe rimproverarti, lei, per la mezza recita da te appena inscenata con il patetico intento di allontanare il tizio che le si era avvicinato troppo. La cinquina di birrette circolante nelle tue vene ti ha infatti armato della spavalderia necessaria a dondolare con grazia elefantesca tra lei e quel poveretto che probabilmente voleva solo domandarle dove fosse il cesso.
Vorrebbe restare seria, tuttavia non le è possibile perché sei sbronzo. E lo è pure lei, perciò ai suoi occhi sei maledettamente tenero.
Pensieri e percezioni sono densi, quasi bolle vischiose nel tuo cervello che si prendono il loro tempo per gonfiarsi con fatica, nutrendosi della tua concentrazione accondiscendente. Poi esplodono lasciandoti spaesato, preda della bolla successiva, senza continuità e vittima di una coerenza distorta.
Dell’acqua vi accarezza le scarpe, entra a bagnarvi i piedi accaldati per il ballo: mareggiata casalinga da festeggiamento anomalo Leggi il resto dell’articolo