“Popsofia” e “Sofolar culture”: il caso Teledurruti

Riproponiamo questo articolo apparso originariamente sul blog di Antonio Romano e, in versione ridotta, su Popsophia.

PREMESSA
La recente boutade di Edoardo Camurri ha avuto il merito di portare alla ribalta la questione della popsofia, ossia della strumentazione filosofica applicata a quella viscida materia che sono i fenomeni dell’industria culturale, dal dottor House all’Ape Maya.

Partendo dal presupposto che, per quanto mi riguarda, con la filosofia ci possiamo destrutturare Topolino, ermeneutizzare Lili Gruber e sillogizzare ‘sta fava, vorrei mettermi nei panni intellettuali di chi avversa la popsofia. Da un certo punto di vista potrei perfino arrivare a essere d’accordo: se la filosofia, per secoli, si è concentrata su certe materie (la metafisica dell’anima è più antica della metafisica dei Simpson), possiamo ragionevolmente supporre che i suoi metodi e i suoi “contenuti” (ammettendo che la filosofia abbia prodotto “contenuti” propriamente detti, anziché solo metodi, per quanto “densi”) siano tagliati su misura per certi temi piuttosto che per altri. Un po’ come la fisica, che certi astrofisici pretendono di applicare a galassie che probabilmente non hanno nemmeno un principio termodinamico in comune con noi. Leggi il resto dell’articolo

Ognuno pianga il suo Male

Venerdì 7 ottobre, dopo quasi un anno di battage pubblicitario a fasi alterne, arriverà in edicola “Il Nuovo Male”.
Nuovo perché nuova è la direzione e nuova (o almeno in parte) è la scuderia di autori che ne faranno parte, sebbene – giurano i promotori dell’iniziativa Vauro Senesi e Vincino – a garantire la continuità col passato del giornale sarà la satira pungente delle origini.
E c’è da dire che se in tanti hanno salutato con entusiasmo il ritorno di quella che è stata una delle riviste più rivoluzionarie che la stampa italiana abbia mai avuto, perché assurta – e a ragione – allo status di leggenda per il modo in cui, in soli cinque anni, è stata capace di reinventare un genere, scandalizzare, divertire con trovate geniali nella loro consapevole follia, restano numerose le riserve su quella che sembra solo un’operazione furbetta che sfrutta un “brand” di successo. Leggi il resto dell’articolo

Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 4

Ogni volta che accendi una sigaretta su una candela muore un marinaio. Non ricordo neanche più chi me lo disse, è un ricordo di anni fa, dieci, forse più. Sto scrivendo a lume di candela, è quasi sera, fuori imbrunisce nel silenzio colorato di cinguettìi di uccelli che non riconosco. Ogni tanto irrompe un frinire di grilli o un ronzìo di mosca. La pineta suona, silenziosa. Sabato scorso Leggi il resto dell’articolo