L’economia come scienza umanistica /3

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IL COSTRUTTO DEL SELF-MONITORING

Il costrutto del self-monitoring, quindi, sintetizza concettualmente proprio l’esistenza di importanti differenze nel grado di controllo sull’appropriatezza situazionale di comportamenti verbali e non verbali (Snyder 1972, 1974), svelando, così, vere e proprie strategie di impression management. Risulterà più semplice descrivere la variabile attraverso la definizione del prototipo dell’individuo con un alto livello di self-monitoring (high self-monitor), nonché dell’individuo con basso livello di self-monitoring (low self-monitor). Leggi il resto dell’articolo

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L’economia come scienza umanistica /2

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L’ANTECEDENTE CONCETTUALE DEL SELF-MONITORING : TEORIA DEL SÉ ED IMPRESSION MANAGEMENT

Il costrutto del self-monitoring ritrova i suoi antecedenti intellettuali nella teoria classica del sé e, successivamente, nella formulazione delle strategie di impression management. Il fatto che gli individui siano capaci di esercitare controllo sul proprio stile di presentazione è un principio basilare di molte, se non tutte, le teorie del sé nell’interazione sociale. Consideriamo, ad esempio, le iniziali osservazioni di William James:

Un uomo ha tanti sé sociali quanti sono gli individui che lo conoscono e custodiscono una propria immagine di lui. Potremmo sostanzialmente affermare che egli ha tanti sé sociali quanti sono i diversi gruppi di persone delle cui opinioni egli tiene conto. Egli generalmente mostra una diversa immagine di sé a diversi gruppi sociali. Noi non ci mostriamo ai nostri figli così come ai nostri conoscenti, capi, collaboratori o intimi amici. Da ciò risulta una scissione dell’uomo in diversi sé; e questa potrebbe costituire una divisione discordante (James, 1890). Leggi il resto dell’articolo