Confessioni qualunque – 8

#8 – Vittorio

di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
La nebbia di novembre mi fa sentire bene.

Esco a piedi, la patente me l’hanno ritirata tre mesi fa. Ma meglio così, non m’interessa averla indietro, la patente. Passeggio nella nebbia fino al Sandy; è chiuso solo il martedì. Dicono che la pianura fa schifo, che novembre fa schifo, che la provincia di Reggio fa schifo, che il Sandy è uno schifo di bar. Io dico che al Sandy c’è sempre qualcuno che ti saluta.

C’è Robertobaggio che viene tutte le sere, tranne che nel weekend: lo chiamano così da quella volta che ha raccontato di Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 7

#7 – Luisa

di Linda Caglioni

Che resti tra noi.
Dopo i venti sei una puttana.

Non mi permetterei mai di giudicare la vita delle altre persone. Però, insomma, dopo i venti sei una troia. Significa che dalla tua lontana, memorabile prima volta, ne hai fatte seguire altre diciannove. E non venite a raccontarmi le solite storielle che però dipende, nelle situazioni bisogna esserci etc… perché sono tutte cazzate. Sono tutte parole e le parole sono delle gran civettuole, come diceva la nonna Adolfina, scaricata dal nonno dopo quarant’anni di matrimonio con uno scarno pezzo di carta macchiato di caffè riportante: “Le felicità danzano in cerchio, al bordo di una finestra”. Da quel giorno, passa la sua vita davanti alla finestra: è convinta che prima o poi le parlerà e che le regalerà l’illusione di non essere stata realmente lasciata sola, a pochi passi dall’arrivo.

Insomma, le parole non vanno ascoltate. Sono donnette pronte a farsi palpeggiare sotto la gonna Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 6

#6 – Corrado

di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
Penso di essere il miglior suonatore di sax vivente al giorno d’oggi.

Certo, forse buttata lì così è un po’ esagerata. Diciamo che sono presumibilmente il miglior suonatore di sax vivente al giorno d’oggi.
Qui non stiamo parlando di tecnica. Si tratta di esperienze di vita. Si tratta di soffiare la vita dentro la fessura del beccuccio del sax: la musica è una conseguenza naturale. Le dita si allenano, ma se non hai vita non hai fiato da spingere dentro lo strumento.
Per questo ringrazio i miei genitori di non avermi forzato a suonare da piccolo. Magari sarei diventato Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 5

#5 – Maurizio

di Nicola Feninno

Che resti fra noi.
Fingo di essere muto da sei mesi e mezzo.
Sto andando bene, non ho sgarrato neanche mezza volta: neanche mezza sillaba, né in compagnia, né da solo.
È iniziato tutto così: sono al lavoro al ristorante, tavolo 12; i signori sono al dessert, io inizio con la filastrocca: torta cioccolato e pere, torta alle mele, torta della nonna, tiramisù, crostata al mirtillo, semifreddo al torroncino, semifreddo alla mela verde, crema catalana, panna c-c-c…panna c-c-c-c-c… niente da fare. Non riuscivo a dire cotta. In particolare non riuscivo a pronunciare la c. Basta staccare la lingua dal palato abbastanza velocemente, un movimento netto e automatico, aprire un poco le labbra, arrotondarle appena e poi fare uscire l’aria: panna cotta. Sembra facile: ma non c’era verso di farcela. Panna cotta. Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 4

#4 – Gemma

di Linda Caglioni

Che resti tra noi.
Perché se mia madre lo scopre le viene un infarto.

Già la vedo, nella luce calda del suo cucinotto in legno, tutta intenta a scovare in qualche libro di ricette la torta più buona da preparare alla sua bimba di ventisette anni. È avvolta nel pigiama di flanella, sul suo petto molle due pinguini si baciano sopra una scritta in inglese. Ce l’ho proprio qui davanti agli occhi, l’immagine di lei che affloscia le guance rugose dalla delusione, lascia scivolare gli occhiali sul naso, perché pensa che così leggerà meglio dentro i miei occhi, gli occhi della sua topina. È sempre stata convinta di saperlo fare. Anche quando saltavo la scuola, quando prendevo un brutto voto o quando stavo troppe ore a casa di un ragazzo per fare le cose che secondo lei non ero pronta a vivere. Diceva di sapere tutto, semplicemente guardandomi. Facevo fatica a mentirle, perché le credevo. Poi ho capito che nei miei occhi, in realtà, ci ha sempre trovato quello che più le piaceva. Per questo penserebbe che è uno scherzo, lo penserebbe così fortemente che riuscirebbe perfino a non farsi trapassare le orecchie vecchie e morbide da quella brutta notizia.

Faccio la ballerina, mamma. Da qualche tempo, saranno due mesi, credo. No, la mia amica Valentina non viene con me. Vedi mamma, ora è un po’ diverso, non c’è il saggio a fine anno. Non c’è mai nessun saggio qui, mamma. Ballo al Maga Circe, in viale Certosa, a Milano. È un night club, mamma. Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 3

#3 – Giancarlo

 di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
Sono due anni che lo faccio: vado in garage prima dell’alba, accendo la moto e parto. Tutte le domeniche. C’è silenzio, per i primi tre mesi quelli del primo piano – madre padre e un figlio – si sono lamentati alle riunioni condominiali; in realtà si lamentava solo la madre, poi ha smesso di lamentarsi e di salutarmi.
L’alba in tangenziale sorge come una forma di giustizia oltreumana. Diffonde un velo di bellezza sui casermoni coi davanzali sfioriti, sui pochi panni appesi lì fuori che forse sono solo stracci da cucina, sui capannoni della Star, sull’antenna di Mediaset, sul quadrato giallo-blu dell’Ikea. Diffonde una calma gentile sulla miseria. Una tregua, un miracolo di cui nessuno sembra accorgersi.
Di solito viaggio sulla corsia di destra senza superare i cento chilometri orari; delle volte non faccio altro che percorrere la tangenziale, prendere un’uscita a caso, riprendere la tangenziale nella direzione opposta e tornare a casa per la colazione; altre volte mi spingo fino all’A4, verso Venezia o sulla tangenziale ovest e poi verso Genova, sull’A7. Spesso non mi fermo o faccio solo una breve sosta per benzina, caffè e una sigaretta. Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 2

#2 – Alice

di Linda Caglioni

Che resti tra noi.
Però, che resti tra noi per davvero, che qui non si scherza. Se qualcun’altro lo sa mi prendono per pazza, mi fanno rinchiudere. Voi siete gli unici che sanno questo segreto.

Certo, diciamo che siete gli unici se non si calcola Artemide. Ma tanto di lei so di potermi fidare. Ciecamente. L’ho vinta nel maggio di due anni fa alle giostre del mio paese, e da allora siamo inseparabili io e la mia pesciolina rossa. Ogni giorno aspetta che io torni da scuola, le do il suo mangime preferito e intanto vuole che le racconti quello che ho fatto. Quando sente qualcosa di particolarmente strano o divertente smette di colpo di mangiare e mi fissa,come quando le ho detto che quel cretino di Diego ha fatto cadere la penna proprio sotto le gambe della prof di francese, e nel raccoglierla le ha guardato sotto la gonna, o di quella volta che ho preso una nota di merito perché durante la verifica di mate ho detto alla Manzotti che la Marika c’aveva i bigliettini. Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque #1

#1 – Pietro

di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
La cosa importante è che mia figlia sia felice.

Che faccia il lavoro che le piace. Il resto viene dopo. Viene dopo l’igiene, i rischi del mestiere vengono dopo i vicini che forse sanno tutto e non dicono niente e anche qualcuno dei miei vecchi colleghi che forse sospetta qualcosa, vengono dopo gli sguardi maliziosi degli amici di mio figlio, viene dopo anche la mia chiusura mentale.

Mia figlia fa l’attrice. Fa l’attrice in quei film per soli adulti, quelli a luci rosse, non quelli dove quando si fa l’amore la telecamera vaga altrove. Mia figlia lavora in quei film dove si vede tutto: Leggi il resto dell’articolo