Un racconto vincente – #selezionenaturale

A Firenze succedono cose. C’è una scena, è viva; alla sera si incontrano al Caffè Notte. E proprio al Caffè Notte hanno organizzato le due edizioni di Torinounasega – mentre le presentazioni dei libri in genere si tengono a La Citè, dove siamo stati nel 2009, il giorno prima dell’inizio del festival Ultra. Ricordo che Vanni, dopo quella sera, disse che non si erano mai viste tante persone a un reading a Firenze. Tutto merito vostro, gli risposi. Da allora ne sono successe di cose, a Firenze, e se ne è parlato parecchio su internet ma anche la carta stampata, grazie a qualche attento osservatore, ha dato delle risposte. In effetti è un gran momento di fermento per la scena fiorentina, ma le cose succedevano anche prima e i protagonisti erano sempre gli stessi, ma da più giovani. In principio (2000-2005) c’era Mostro, che ha visto tra i fondatori Magini, D’Isa e Salimbeni. Nel giugno 2006 ha visto luce Slipperypond, con, tra gli altri, Gabriele Merlini, Francesco Ammanati, Lorenzo Orlandini, Alessandro Raveggi e Vanni Santoni. Nel frattempo Magini & Santoni si inventano il metodo SIC, e tutto quanto da allora fino alla pubblicazione di In territorio nemico di cui sarete informati. E ancora: Firenze ha visto arrivare tre ragazzetti di Potenza e fondare – e prendere così l’eredità di Mostro – l’ottimo Collettivomensa; sempre in tema di riviste c’è pure RiotVan, nata in seno a un laboratorio universitario, e magari ci sono altre realtà – in rete e fuori – di cui ignoro l’esistenza (ma che invito i fiorentini a segnalare nei commenti). Quindi, in sintesi: Firenze è viva, e vive. E la scena ha dimostrato, come abbiamo visto in occasione dell’indecente Festival dell’Inedito, di essere forte e coesa quando c’è da lottare per le giuste battaglie. Ma la pianto qui, anche perché parlar di loro mi viene pure difficile, molti di loro li conosco, li incontro spesso, alcuni di loro sono amici; insomma, tutto questo retorico preambolo era solo per dire che, in questo momento particolarmente felice per la “scena fiorentina”, approda nelle librerie Selezione naturale – storie di premi letterari (effequ, 2013), antologia curata da Gabriele Merlini (coi racconti di Vanni Santoni, Alessandro Raveggi, Gabriele Merlini, Marco Simonelli, Gregorio Magini, Francesco D’Isa, Collettivomensa – che approfitto di queste poche righe per ringraziare del gradito omaggio personale presente nel racconto –  e Valerio Nardoni) e da cui vi proponiamo Un racconto vincente di Francesco D’Isa. Buona lettura.

Gianluca Liguori

Se mi si sottoponesse una lista minuziosa delle persone che lo conoscono, e quantunque vi possa leggere tra gli altri il nome di quella pover’anima della madre, della moglie sventurata o del disgraziatissimo figlio, non potrò che ribadire: nessuno conosce Filippo Maria Abbadi meglio di me. Questa sicurezza, lungi dall’essere una spacconeria, si declina in una pura e dimostrabile verità, ed è il motivo che fa di me la persona più indicata a raccontare come anche in quell’occasione la sua arroganza fu Leggi il resto dell’articolo

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Una voce collettiva sul sangue dei padri

di Riccardo Fraddosio

In territorio nemico (minimum fax, 2013), romanzo SIC, è il primo libro scritto a 230 mani. La vicenda (qui l’estratto pubblicato il 25 aprile, ndr) si regge su tre assi narrativi. Aldo Giavazzi, progettista di aeromobili, si imbosca e rimane chiuso in un solaio fino alla fine della guerra. Sua moglie Adele è costretta a una mutazione antropologica: da casalinga borghese diviene una rivoluzionaria temeraria. Comincia a lavorare in fabbrica, partecipa agli scioperi del 1943, entra nei GAP. Matteo Curti, fratello di Adele, sottufficiale di marina iniziato alla massoneria, si avvicina a un gruppo romano di GL. Dopo l’arrivo degli Alleati nella Capitale, risale l’Italia inseguendo i tedeschi in ritirata. Il pretesto è la ricerca della sorella. In realtà Matteo è mosso da un’indignazione profonda, che a poco a poco si trasforma in un disagio esistenziale da cui non si può tornare indietro. Combatte con gli anarchici a Carrara e poi con i comunisti a Monferrato. Viene recluso a San Vittore e condannato a morte, ma anche dopo la liberazione sente di voler continuare la lotta armata. Forse finirà in Spagna per prendere parte alla resistenza anti-franchista. Il finale su questo punto non è chiaro, resta aperto, si dona interamente al lettore e alle sue pretese etiche. Sullo sfondo un’Italia lacerata fra dialetti e credo politici diversi, fra antropologie variabili, tragedie, frustrazioni, prepotenze di ogni genere e atti eroici. Il fascismo per un ventennio ha tenuto insieme con la violenza una società disgregata. L’8 settembre del 1943 si sono squarciati i veli della Storia. Fra le macerie hanno preso Leggi il resto dell’articolo

In territorio nemico

[Come tutti oramai sapete, è nelle librerie In territorio nemico (minimumfax), romanzo scritto da oltre cento autori col metodo SICScrittura Industriale Collettiva, ideato dagli amici Magini e Santoni e di cui vi abbiamo in precedenza già proposto, in versione editata e corretta, quattro dei sei racconti prodotti. In occasione dei festeggiamenti del 25 aprile ve ne proponiamo, consigliandone vivamente l’acquisto, un estratto. Per saperne di più vi invitiamo a leggere inoltre l’assaggio sul sito dell’editore e l’estratto uscito su Nazione Indiana. Infine sul sito della SIC trovate (in continuo aggiornamento) la rassegna stampa e il calendario appuntamenti. E se proprio non vi basta, c’è pure un’intervista ai SICsters fatta da WuMing2 su Giap. Detto questo, non ci resta che augurarvi, con questa lettura, uno splendido 25 aprile]

Dopo cena, gli anarchici si riunirono intorno a un falò. Si parlava di sabotare la ferrovia. I ragazzi puntavano su una mappa il «Ponte dei rumori», nei pressi di Noce, a nordovest sulla strada per Zeri. Si sganasciavano dalle risate a raccontare le superstizioni su quel precipizio, da cui si diceva venisse su nottetempo il frastuono delle catene del fantasma di un indemoniato, lanciato lì sotto nel Seicento. Le Apuane intorno erano punteggiate dai fuochi delle compagnie. Qualcuno si divertiva a dire che erano andade, le processioni di morti incappucciati delle leggende locali; si raccontavano storie e si discuteva il presente, accompagnati da filastrocche mezze fischiettate su mogli cornute e preti incontinenti. A tratti le voci si univano in una canzone:
«Siam pronti sul selciato d’ogni via… Spettri macabri del momento estremo… Con in bocca il nome santo di anarchia… Insorgeremo! Urla l’odio, la paura ed il dolore… Da mille e mille bocche ischeletrite… Ritorna col suo pianto redentore… La dinamite!»
Cantavano, stringevano e protendevano il pugno a rafforzare la parola finale di ogni strofa; il vento tirava verso ovest e le loro voci Leggi il resto dell’articolo

Via libris

sppas

Vi salutiamo per qualche giorno, dandovi appuntamento con le nuove pubblicazioni a partire, per evitare fraintendimenti, da martedì 2 aprile e lo facciamo con i libri da mettere nell’uovo suggeriti dalla sgangherata redazione di SP.
Buona Via Crucis, buona Pasqua ma soprattutto buone letture.

Scrittori precari

Scelgo tra i libri letti in quest’ultimo anno, e non posso che partire da Le monetine del Raphaël (Gaffi, 2012) di Franz Krauspenhaar. Krauspenhaar scrive con la tensione e la vitalità di un pugile che non ha tempo di ammiccare al pubblico, o ai giudici, perché se lo facesse l’avversario se lo papperebbe alla prima ripresa. In un panorama nostrano dove, purtroppo, il narcisismo abbonda – volontario o involontario – lo stile di Krauspenhaar è istruttivo a prescindere. Leggi il resto dell’articolo

R-estate con noi – II parte

Ok ok, ho mentito, avevo scritto “continua tra qualche giorno” e poi invece ho staccato internet e chi si è visto si è visto. Ogni tanto bisogna disintossicarsi dal web, spegnere computer, cellulari, tutto. Tanto poi si torna sempre qui. E sta per iniziare una nuova stagione. Leggi il resto dell’articolo

“Bagatelle”, Scrittura Industriale Collettiva

In vista della prossima uscita di In territorio nemico, aka “Grande Romanzo SIC”, continua la pubblicazione su Scrittori precari dei racconti scritti col metodo SIC, in una versione interamente revisionata e corretta. È oggi il turno di Bagatelle.

Bagatelle è il sesto racconto SIC. Conta poco meno di sedicimila battute, e ha richiesto tre anni di lavorazione (2008-2011). È un racconto fantastico in cui si delinea la storia della civiltà occidentale dalla rivoluzione industriale a oggi, attraverso le trasformazioni del gioco da tavolo “bagatelle”, antenato dell’odierno biliardo. È stata la prima produzione SIC a vedere il coinvolgimento degli scrittori nella definizione del soggetto (attraverso il generatore di pagine Wikipedia casuali wikirandom.org, appositamente sviluppato), e a prevedere il defacement di una pagina di Wikipedia (quella, appunto, sul bagatelle. È leggibile a questo indirizzo la versione deturpata). Il direttore artistico della produzione, Magini, non ha mai letto la versione definitiva, poiché Santoni, editor, modificò più del 70% del testo per renderlo, a suo dire, “comprensibile”.

Versione scaricabile: Bagatelle (PDF).

Bagatelle

Direttore Artistico: Gregorio Magini
Scrittori:
Daniela dell’Olio, Francesco D’Isa, Umberto Grigolini, Matteo Salimbeni, Luciano Xumerle
Editing: Vanni Santoni

La festa d’inaugurazione del Petit Château languiva. Nella sala guarnita di pizzi e parrucche, il Re si annoiava e non rideva. I cortigiani si annoiavano ma ridevano. La Regina si annoiava, rideva e mostrava i lussi del castello. Il Re riunì le palpebre a convegno e si addormentò.
Venne il Conte D’Artois, la fronte sudata, il fare deciso. Con sé un tavolo. Nel tavolo delle buche, inframezzate da chiodi. Tra i chiodi e le buche, delle biglie. La Regina si atteggiò curiosa. I cortigiani si assembrarono. Il Conte cadde con lo sguardo nella scollatura della Regina, ma subito si ricompose:
– Vostre Maestà, Mie Signore, Signori, vi presento il Babiole!
– Foggia curiosa!
Il Conte illustrò il Babiole. Il tavolo, i chiodi, le buche, le biglie. I cortigiani ascoltarono. Le biglie andarono in buca. La Regina rise. Il Re alzò le palpebre; ricordò. Era autunno; il giovane con la fronte sudata era suo fratello; era festa; sua moglie era austriaca. Sospirò. Si riaddormentò.
Il gesto parve un responso. Il Conte s’innervosì.
– Avete capito? Ogni biglia ha una buca. Ogni buca è un punto. Ogni punto è un Babiole!
Ma nessuno giocò. Nell’eco di un brusio, la sala già si muoveva a riprendere le libagioni. La Regina emanò un profumo di lavanda e rise annoiata. Leggi il resto dell’articolo

“Alba di piombo”, Scrittura Industriale Collettiva – ultima parte

In vista della prossima uscita di In territorio nemico, aka “Grande Romanzo SIC”, continua la pubblicazione su Scrittori precari dei racconti scritti col metodo SIC, in una versione interamente revisionata e corretta. È oggi il turno della terza e ultima parte di Alba di piombo. Qui  potete leggere la prima parte e Qui la seconda. 

Versione scaricabile: Alba di piombo.

Alba di piombo (parte 3 di 3)

I

Gli ultimi chilometri sono sempre più carichi di tensione. Bartolozzi fuma le sue Nazionali, una dopo l’altra. L’abitacolo è saturo della nebbia delle sigarette, ma Bartolozzi non apre i finestrini. Dal canto suo, Fazzi non è quasi più in grado di parlare. È in preda a una crisi di panico; il sudore gli appanna gli occhiali. L’arrivo al casello lo solleva un po’:
– Meno male, è finita!
Il capo lo guarda torvo, mentre abbassa il finestrino per pagare il pedaggio:
– È appena cominciata, filosofino. Fra poco saremo alla fabbrica, e là ci saranno loro.
– Chiedo solo per sapere… Ma cos’è questa voce che Morodina… Vola?
– Chi te l’ha raccontato? Domeniconi, sicuramente. È l’unico che l’ha incontrato, oltre a me.
– Quindi è vero!
– E tu saresti un marxista. Laureato in filosofia, per di più. Ma schiavo delle suggestioni. Da quel che ne so, in Russia quello si occupava anche di illusionismo strategico. Creare scenari per ingannare i satelliti, aerei di cartongesso, mimetizzazioni di massa, finte basi, luci, specchi… Probabilmente si tratta di qualche trucco del genere.
– E invece, chi è quell’ingegnere, quello che innescherà l’ordigno? Leggi il resto dell’articolo