Se Foscolo non fosse… /3

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Pur tuttavia, Foscolo non è solo l’Ortis. È anche Didimo chierico.
Ma andiamo per ordine!
Sappiamo che il poeta di Zante è neoclassico di formazione, ma Romantico per interessi e tematiche: antitetico al Monti, ma vicinissimo alla classicità. Abbiamo la riprova della sua familiarità coi classici anche per un’altra ragione: per l’uso che fa del nome Didimo.
In Notizia intorno a Didimo chierico aveva utilizzato quel nome con cognizione di causa. Come sappiamo quello era il nome di un erudito greco del I secolo a. C. e sicuramente Foscolo ne conosceva bene l’opera. Ma se conosceva bene l’opera di quel Didimo, doveva conoscere molto bene anche quella di Seneca. Perché? Per una semplice deduzione: Foscolo da un taglio ironico al nome del suo personaggio, lo stesso taglio usato diciassette secoli prima da Seneca in una sua lettera dove ricordò il grammatico alessandrino perché cavilloso e inutilmente pignolo.

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Se Foscolo non fosse… /2

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Ma non è solo questo, per cui divertiamoci un po’ a sezionare il signor Ortis.
Chi c’è in lui? Quanto del suo DNA è foscoliano e quanto no?
Ortis è un personaggio composito. In lui confluiscono almeno quattro grandi correnti:

1. le passioni e l’attaccamento ai valori di Amleto;
2. le sofferenze di Achille per Patroclo, di Andromaca e Priamo per Ettore, di Penelope per il lontano Odisseo;
3. i dilemmi e l’incomunicabilità di cui parla Sterne nel Viaggio sentimentale;
4. i dolori di Werther con cui Goethe inaugurò lo Sturm und Drang.

Mi spiego meglio.

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Se Foscolo non fosse… /1

Ugo Foscolo, come pochi altri artisti, visse la condizione del suo tempo e a lui più che ad altri si addice il detto arabo “I figli somigliano più ai propri tempi che ai propri padri”. Foscolo nacque (guarda la coincidenza) nel 1778, cioè quando vinsero a Saratoga gl’ideali democratici delle tredici colonie americane sull’imperialismo britannico.
Crebbe in un periodo molto particolare, ricchissimo di input per un giovane che sta scoprendo il mondo: nel 1738 era stata scoperta Ercolano, nel ‘748 Pompei. gli scavi condotti in Grecia da Winkelmann avevano portato i frutti sperati, lo stile classico aveva invaso ogni campo artistico dell’epoca, la Rivoluzione Francese stava infiammando i democratici di tutta Europa, Rousseau e Montesquieu erano diventati i filosofi di moda, l’Illuminismo era giunto a maturazione e il Romanticismo portava dovunque aria nuova e stimoli.

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