La conta delle lentiggini

la-conta-chiusoCome si fa a contare le lentiggini? È una conta estenuante, impossibile, come è impossibile credere ancora al lupo cattivo, restare per sempre  bambini, rimanere intrappolati in una città che ormai è sparita. Ed è proprio di questo che parla La conta delle lentiggini (CaratteriMobili, 2013), dell’impossibilità di stare dove ci è stato dato di stare e della nostalgia struggente per un periodo in cui tutto, forse, era unito e perciò perfetto, e a cui non si può più tornare. I personaggi della raccolta si consumano in questa ossessione. Vogliono tutto, fanno le cose sbagliate, oltrepassano un cancello che non dovrebbero mai oltrepassare, siedono in braccio all’uomo nero, si dondolano sulle sue ginocchia, disobbediscono per essere puniti ancora. Hanno fame di questo, perché Barbablù è una regione ancora inesplorata proprio lì, al limitare del cuore.

Quello che segue è uno dei racconti contenuti nella raccolta.

è quasi dolce

Seduta sulle mie ginocchia, ti dondoli avanti e indietro. A volte ti giri, gesticoli. Mi chino su di te, spingo con lo sterno: mi faccio posto. Il ventre premuto contro la schiena, ti sento respirare. Ingoi l’aria a piccoli sorsi, è una pasticca. Appoggio le labbra alle scapole, proprio al centro dove hai il tatuaggio, e mi impregno del tuo odore. Leggi il resto dell’articolo