Per parlare de “La luce che illumina il mondo” di Paola Ronco

la-luce-che-illumina-il-mondodi Laura Liberale

Per parlare de La luce che illumina il mondo di Paola Ronco, mi permetto di partire dalle popolazioni indoeuropee. Pazza idea? Non tanto, se facciamo riferimento alla tripartizione sociale che le accomuna tutte, quelle genti. Penso alla tradizione dell’India, per esempio, con i suoi tre varṇa: sacerdoti, prìncipi\nobili guerrieri e gente del popolo, dove la parola varṇa sta per ‘colore’, e ciascuno dei suddetti gruppi sociali ha infatti un suo colore simbolico: bianco per i sacerdoti, rosso per i prìncipi, giallo per il popolo (c’è poi un ulteriore colore, il nero, per la categoria degli ‘asserviti’ che si aggiunge alle precedenti). Dico questo perché anche Paola Ronco ha creato una specie di ‘tripartizione indoeuropea’ per la città del suo romanzo, città esemplare al punto da chiamarsi Sumonno, ‘Il mondo’, come ogni sardo ben saprà. Sui colori ci torniamo dopo. Leggi il resto dell’articolo

Tre poesie di Laura Liberale

-I

Ti porto
come il più necessario dei pesi
il più caro
il più doloroso
soma d’inerme bellezza
che mai più, mai più.
Sulle spalle ti porto
sono un uomo piegato
che strazia i punti cardinali
con la tua esposizione
un dio deposto
che ti lascerà cadere
frammentata in meteore
a fecondare la terra
su cui ora strisciano le fronti.
E cadranno i tuoi occhi
irraggiando cupole e vicoli di nerezza
cadranno le tue gambe
moltiplicando tumuli e altari
cadrà il velo dei tuoi capelli
su ogni operosità e ogni rinuncia
cadrà il tuo ventre
l’humus del sesso
a colmare i solchi perimetrali
cadrà anche la chiostra dei tuoi denti
ad azzannare l’aria del precipizio
e spalancare i templi. Leggi il resto dell’articolo