La fiction letteraria – 2

E siamo qui di nuovo a parlare del magico mondo in 3D dell’editoria italiana, o meglio, di un certo tipo di editoria italiana, di quella che ti chiede soldi per la pubblicazione ed ora anche per la PROMOZIONE!!!

Qualche tempo fa mi arriva bel bello nella mia posta di facebook una meil da Piergiorgio Leaci (che io stimo come scrittore ma con questa proposta mi è caduto proprio) che mi scrive:

Gent.li Signori, (e già qui si toppa, perché nella meil cumulativa ci stavano anche gentili donzelle, ma vabbé sticazzi, lo si sa che il mondo della scrittura è misogino)

sono Piergiorgio Leaci, direttore dell’agenzia letteraria Interrete. Stiamo ora lavorando al casting di un’importante iniziativa promozionale televisiva dedicata agli autori e ai loro libri: Book Generation. La visibilità che l’autore ottiene di sé e del libro è davvero considerevole. (Anche le mie tette sono considerevoli ma mica vado a dirlo in giro).

Per questo la preferiamo alla solita pubblicità attraverso internet o all’invio di comunicati e recensioni. La trasmissione televisiva è un veicolo commerciale attivo che una volta in onda, raggiunge direttamente il pubblico. (WOW!!!) Ecco i dettagli:

Bookgeneration è un format televisivo che tratta di libri (Cacchio, pensavo di generazioni). Saranno gli autori in prima persona (7 ogni puntata) che, pungolati dall’ideatore del programma Andrea Giannasi, parleranno della loro opera. (Se mi pungolano ho delle erezioni, dovrò mettermi dei pantaloni stretti).

Book Generation è un format tv che andrà in onda su 5 televisioni Sky, 100 emittenti regionali, sarà visibile in 40 centri commerciali e 120 porti grazie al supporto del circuito di PortTV.
Book Generation non ha una struttura verticale tradizionale delle trasmissione tv, con l’accesso ai vertice ostruito, ma orizzontale e dunque aperta a tutti gli scrittori. (Ma tipo web-tv? Cioè cose già esistenti che ci spacciano per novità? Però è una soddisfazione vedere il proprio libro nel porto di Genova… magari che galleggia in acqua)

Gli scrittori possono decidere di partecipare direttamente o far mandare in onda solo un book trailer del loro libro senza apparire. (Noooo! Non ci credo! Cioè uno paga 200 euro e manco va in trasmissione? Vabbè ma allora è un pazzo! Idea per book trailer: Primo piano sul pene di un ventenne che si masturba infilando il membro nel collo di una gallina sgozzata. L’inquadratura si alza e scopriamo che con l’altra mano il ragazzo stringe un libro aperto che sta leggendo. Voce fuori campo che dice: “Non sottrarre tempo alle tue passioni, leggi il nuovo libro di Costantino Vitaliano”)

Ogni puntata avrà sette libri e la prima serie di Book Generation prevede solo dieci puntate. L’inizio delle riprese è previsto per la metà di marzo 2010. Il costo per la partecipazione è posto in euro 200,00 da versare tramite vaglia intestato a
Piergiorgio Leaci Via Mxxxxo 44 – 73051 Xxxxxi (LE)

(Beh qui non c’è nulla da commentare, le immagini parlano da sole. Però facciamo due calcoli, 200 euro a puntata, in ogni puntata 7 autori, 7×2 14… 1400 euro. Ma chiedere soldi a degli sponsor no? Ah ho capito, gli sponsor eravamo noi, che stupidino che sono.)

Per vedere la puntata pilota: bookgeneration.wordpress.com.

Le locations saranno tra Roma, Civitavecchia e in altre città italiane.

La trasmissione è ideata e curata da Andrea Giannasi (cacchiolo l’editore della Prospettiva Editrice! Fanno pure bei libri cacchiolo!) e prodotta da AG Communication. Realizzazione: Emrovideo per conto di Civitafilmcommission. In collaborazione con Interrete Literary Agency Regia: Roberto Giannessi; Sceneggiatura: Simone Damiani; Marketing e Comunicazione Piero Pacchiarotti; Casting e Promozione: Piergiorgio Leaci. Info alla email: info@interrete.it

PORT TV distribuisce questo programma attraverso il suo Network di emittenti: TV TERAMO – ONDA TV –
TRSP TV – TELE DIOGENE RTC TELECALABRIA – TELE MIA – CONNECTIVAEXEFORM WEB – CHANNELCALABRIA TV – CDS TV – LASER TV – TELE ISCHIA – ITALIA 2 MEDIATEL SKY 826 – TELE CITTA’ VALLO – TELEARCOBALENO 1 – VIDEONOLA MONTI TV WEB – TELETIBUR – TELE GOLFO – TELE RADIO ORTEZERO TV WEB TELEOBIETTIVO – TELESANREMO – PIU’ BLU LOMBARDIA – MILANO SAT sky 893 – TELE SOL REGINA – ENERGY CHANNEL – TELE 2000 – TELEMONTEROSA QUADRIFOGLIO TV – STUDIO 1 – TVALTAITALIA – TV TELEALPI WEB – TVRTM – ERRETIEMME – TELESARDEGNA – CATALAN TV ALPA 1 TGRVIDEOSICILIA – TELE IBLEA – ANTENNA 1T – ELERADIOSCIACCA – TELE VALLO – ANTENNA 6 – TV 1 CANALE 39 – TELE IDEA – TELE RIVIERA TELETRURIA 2000 – TELE NUOVI ORIZZONTI – RETE SOLE CARPE DIEM SAT sky 933 – EDEN TV TVM – CANALE 6 PRIMANTENNATVI – TELEISERNIA TELE SUD EUROITALY – TELEMARE TELEFRIULI CANALE 68 – 3 CHANNEL – TELE GALILEO – RETE VERSILIA – NEWSTV PRATO 39 TELE RADIO CENTRO CANALE 9 – REI TV CANALE 103 – TIRRENO SATTELE 90 – SULCIS TV – TELEMAJG – PUGLIA TV – TELE DAUNA – TELEMANTOVA ESPANSIONE TV – STV TELE TUTTO – RETE SEI – RETE ORO sat – TELE ETERE – TV9 MEDIA
– TVRADIO AZZURRA

Fine della letterina

Vabbé… Ma è normale che uno scrittore esordiente debba pagare 200 euro ad un’agenzia letteraria per partecipare ad un programma tv dove parlerà del suo libro? Pare proprio che per l’agenzia Letteraria Interrete sia possibile! L’agenzia letteraria Interrete mi chiede 200 euro per poter partecipare ad un programma tv dove potrò parlare del mio libro, cazzo! Se pago 200 euro posso pure scoparmi la presentatrice ed il direttore della fotografia? Attendo risposta dall’agenzia.

PS: In cambio di una cena vi faccio una video intervista sulla poltrona della mia stanza. E potrete pure fare i rutti, la struttura sarà orizzontale. Poi metteremo il video in rete e ci vedranno pure i canguri australiani (che di sicuro poi saltelleranno verso la più vicina libreria ad acquistare il vostro libro).

PS: Mio padre dice sempre che facendo così mi chiudo le porte in faccia e non andrò mai da nessuna parte. Non è vero papà: tra due minuti aprirò la porta del bagno e andrò di corpo.

Baci

Andrea Coffami

Annunci

Pubblicità occulta

Io lavoro per una casa editrice. Mi chiamo Giovanni ed ho i peli sulla schiena. Il mio lavoro è un part-time dal lunedi al giovedi, dalle 7 del mattino alle 10 e dalle 12 alle 14. Nelle due ore di buco non passo fare nulla di che, ma sono libero e mi godo la mia libertà. Di solito mi appoggio in libreria e mi leggo i romanzi a puntate. Dico a puntate perché mi leggo ogni giorno una ventina di pagine dello stesso libro. Entro alla Feltrinelli, mi sorseggio un the e mi sfoglio le pagine di qualche classico, tutti libri che poi non compro, tanto stanno lì, come se fosse una mia libreria personale, me li leggo pian piano ma senza acquistare mai nulla, li considero miei. Il mio lavoro consiste nel prendere la metro, arrivare al copolinea, uscire dal vagone, prendere la stessa metro ma in direzione opposta, arrivare all’altro capolinea, cambiare linea metro ed arrivare al capolinea della seconda linea metro, uscire dal vagone e ritornare indietro. Così ogni giorno dalle 7 alle 10 e dalle 12 alle 14. Naturalmente non devo fare solo questo, io lavoro per una casa editrice, una di quelle “famose”, di quelle che “vendono”, di quelle che hanno autori che vanno in tivvù, quindi, una volta in metro mi devo ricordare di tenere bene in evidenza il libro che sto leggendo, solitamente mi affidano le nuove uscite. È pubblicità subliminale. Devo essere come un attore: devo saper piangere se il libro è drammatico, devo ridere fino alle lacrime se il libro è comico, devo spaventarmi ed ogni tanto chiudere il volume (come se fosse posseduto dal demonio) nel caso si tratti di un romanzo horror, devo mettere in evidenza la mia erezione se sto leggendo un libro erotico, devo iniziare a parlare di luoghi comuni e malcostume italiano con il malcapitato vicino, se sto leggendo un saggio politico di qualche giornalista televisivo. È un lavoro semplice e redditizio che mi permette di vivere decentemente. Siamo parecchi a fare questo lavoro, solo nella mia casa editrice ne siamo una decina. Quindi: quando vedrete un ragazzo che nella metro è immerso in qualche lettura e sembra pure soddisfatto di quello legge, pensate pure tranquillamente che si tratti di un pubblicitario.

Angelo Zabaglio e Andrea Coffami

Leggere è pericoloso

Venerdì ha nevicato su Roma e i romani andavano in giro con l’ombrello: quattro fiocchi di neve hanno paralizzato la città: l’inadeguatezza di rapportarsi con l’insolito.

Sabato era già tutto finito, c’era un bel sole e la neve è rimasta soltanto nelle fotografie. Verso le due sono passato a prendere mia sorella per accompagnarla in libreria, doveva comprare un dizionario: io le ho consigliato di prenderne uno antecedente l’avvento di internet, perché poi sono spariti un bel po’ di lemmi, per dar spazio al nuovo linguaggio tecnologico: una bella tragedia.

Intanto, per la strada, ad una bancarella dietro piazza della Repubblica, ho trovato, e comprato per soli 15 euro, uno Zingarelli del 1954. In tutti questi anni, ho sempre utilizzato il mio Devoto-Oli: mi fu regalato, su mio espresso desiderio, quando ho fatto la prima comunione, sarà stato il ’91-’92. A che età si fa la prima comunione?

È finita che anche per mia sorella abbiamo comprato un Devoto-Oli, l’ultimo, edizione 2010, ma senza il cd-rom: vincono sempre loro.

“Se ti occorre qualche definizione che non trovi mi scrivi e te la ricopio in chat”, le ho detto.

Abbiamo fatto un giro per la libreria. Sorvolo sui tanti, troppi volumi che non avrebbero ragion d’esistere: la letteratura è sempre più rara nelle librerie: è come cercare il vino buono al supermercato: quando lo si trova, spesso è a prezzi esorbitanti.

I problemi dell’editoria italiana sono tanti e complessi che scriverne in un breve post sarebbe riduttivo e controproducente, lasciamo perdere.

I libri costano troppo; mi capita troppo spesso di dover rinunciare a letture desiderate a causa dei prezzi esorbitanti stabiliti dagli editori (spesso in combutta con i distributori): questo fa male alla letteratura: occorre trovare nuove forme di resistenza.

Si dice chi cerca trova, e spesso è vero: me ne sono andato felice dalla libreria: nella sezione usati e a metà prezzo ho trovato tre libri, che avrei voluto leggere ma non avevo potuto a causa dell’eccessivo costo d’uscita: Al Diavul (Marsilio, 2008) di Alessandro Bertante, Strane cose, domani (Baldini Castoldi Dalai, 2009) di Raul Montanari e I Cariolanti (Elliot, 2009) di Sacha Naspini: ho speso 25,25 euro, comunque troppo, ma a prezzo pieno avrei pagato 50,50 euro: tre libri, due giornate di lavoro: c’è qualcosa che non va.

Per ovvie ed evidenti ragioni, non mi aspetto che il Governo si occupi di queste cose, per carità, d’altronde pare abbia altre priorità, e non parlo di disoccupazione naturalmente: quanto va al chilo, la cultura?

Gli italiani, dicono le statistiche, non leggono più (e si vede!, direbbe una pecora). La mancanza di cultura e di informazione (ma anche di interesse e curiosità, aggiungerei) è probabilmente la causa principale della regressione democratica e culturale del nostro paese. Ripeto: occorre trovare nuove forme di resistenza.

Una bellissima iniziativa, come spesso ultimamente, viene dal web: Alberto, un ragazzo di Empoli di 22 anni, appassionato lettore, è rimasto, giustamente, sconcertato dal dato che una persona su due in Italia non legge un libro in un anno e ha lanciato sul suo blog e su facebook un’idea: il 26 marzo regala un libro ad uno sconosciuto.

Il gruppo su facebook vola verso le 200.000 adesioni in poche settimane. Una giornata dove decine e decine di migliaia di libri passino di mano in mano: un momento d’incontro, d’avvicinamento all’altro in quest’epoca individualista: per non dimenticare l’umanità.

Certo, considerato che lo scopo è quello di far nascere nuovi lettori, scegliere un libro, uno solo, è una faccenda complicata: deve essere un capolavoro, senza dubbio, ma non troppo complesso, serve una buona scrittura, una bella storia, degli elementi di empatia tra la narrazione ed il lettore. Vi auguro una buona scelta.

La lettura rende consapevoli. Lo sanno anche le pietre, una persona consapevole è una persona libera.

Regala anche tu un libro: una nuova forma di resistenza.

Gianluca Liguori

Face to Face! – Libba Bray

Libba Bray è l’autrice che negli Stati Uniti ha spopolato con la sua trilogia new gothic, iniziata con Una grande e terribile bellezza che ha per protagonista Gemma Doyle (eroina magica in un’Inghilterra vittoriana di fine Ottocento), una giovane ragazza che scopre di essere la discendente di una potentissima setta magica di donne.

Ho avuto modo di fare quattro chiacchiere con lei, in Italia per promuovere il secondo capitolo della sua trilogia, Angeli Ribelli, anch’esso pubblicato da Elliot mentre il terzo capitolo è in libreria ora.

L’autrice mi accoglie con un “Ta-daa” ed è in gran forma, quindi vado subito al sodo…

Il tuo è un romanzo prettamente al femminile. Perché questa scelta? Credi che questo aspetto sia importante per le tue giovani lettrici?

Sì. L’aspetto femminile è predominante, tutte le protagoniste sono donne. Ma la cosa più interessante, più importante è soprattutto dare voce al “punto di vista” femminile, perché in molti romanzi è quasi dato per scontato che sia quello maschile ad avere il ruolo principale o ad essere presente. Invece quello femminile è quasi un’autocoscienza, un raccontarsi agli altri e a sé stessi.

Come sono viste le donne di potere oggi?

Le donne di potere oggi spaventano ancora il mondo nel campo politico, in quello sessuale, in quello artistico… ma la domanda principale dovrebbe essere “Perché?”. Da dove viene questa paura? Cosa si vuole combattere? La cosa fondamentale ,che rappresenta il vero potere delle donne, è il prendere coscienza di sé e chiedersi cosa si vuole non che cosa si può avere. Domandarsi cosa si vuole ottenere. Altrimenti si ha un ruolo passivo, indiretto e naturalmente frustrante.

Gemma (la protagonista, ndr) si ribella alle regole sociali imposte. Credi che ancora oggi le ragazze siano vittime di imposizioni dettate dalla società?

Domanda interessantissima. Ogni paragone tra me e Gemma è puramente casuale (ride, ndr).
Credo che sia una domanda interessantissima perché il movimento femminista e tutti i concetti legati al ruolo della donna nella vita quotidiana, ha avuto il suo momento d’oro che si è perso come identità nel corso degli anni. La mia generazione aveva bisogno di qualcosa di diverso. Parlando di femminismo però non mi metto contro gli uomini, non sono in lotta, con la maggior parte di loro infatti ho un ottimo rapporto e ho avuto un padre femminista. Semplicemente penso che la colpa di tale “sottomissione” alle regole sia più delle donne che non sanno imporsi, che non sanno comunicare realmente la loro forza (neanche tra di loro a volte), che non si fanno le giuste domande e non si permettono di chiedersi realmente cosa vogliono. C’è bisogno di ribellione quindi! Una ribellione a questo stato d’immobilità comunicativa. Una ribellione della donna contro la donna. Non ci deve limitare, ma bisogna andare oltre.

Gli uomini hanno un ruolo marginale nel libro. Ma oggi ancora si può parlare di ruoli?

Oh sì! Assolutamente! Ognuno ha ben chiaro il suo ruolo consciamente o no. Naturalmente ci vuole un equilibrio, nel senso che entrambi le parti dovrebbero essere sullo stesso piano. Comunque io continuo a comprare il rossetto! (ride, ndr)

La magia è un altro aspetto importante del tuo libro, questo mondo fantastico che hai creato è una tua parte riscoperta?

Sì. Ed è stata la parte più divertente. È una sorta di somma di glam rock, rock, di artisti come Parrish, Bosch che hanno ispirato tutta la creazione. La magia di queste adolescenti però non esiste nel mondo di tutti i giorni, dove l’epoca vittoriana stringe con il suo corsetto culturale e sociale, per questo ho creato un mondo parallelo dove questi poteri possono avere concretezza, esistere.

Fantasy, neo gotich, a cosa è dovuto il ritorno di questa letteratura di genere?

Ah, altra bella domanda! Me lo chiedo spesso e una spiegazione potrebbe essere che negli ultimi anni, negli ultimi otto anni, l’America ha vissuto uno shock notevole. Anni di terrore, di eventi oscuri che hanno permesso un nuovo sviluppo di questa letteratura, una reazione al mondo spaventoso che ci circonda, come quando venne pubblicato Dracula, una reazione al secolo che finiva, alla transizione che avveniva e suscitava paura.

Gemma potrebbe diventare schiava dei suoi poteri, ma davvero il potere corrompe sempre?

No, non credo che sia così. Per riuscire a comprendere il proprio potere e quindi non farsi corrompere da esso si deve compiere un percorso personale, un viaggio all’interno e quindi essere pronti ad accettare il bello e il brutto di sé. Tutto sta nel conoscersi nel bene e nel male anche delle nostre azioni. In questo modo si può “gestire” il potere, accettandolo e rendendolo docile.

C’è un personaggio in cui ti rispecchi o tutti sono una sfaccettatura del tuo animo?

Ognuno di loro ha un po’ di me, probabilmente quello che più mi somiglia è Gemma anche se lo stesso si può dire di Felicity, l’amica del cuore, che somiglia alla mia più cara amica dell’adolescenza

Mel Gibson ha acquistato i diritti per la trasposizione cinematografica di Gemma Doyle, si può sapere a che punto è il progetto?

Certo! Stanno scrivendo la sceneggiatura che purtroppo ha subito un rallentamento a causa della morte di Minghella che stava lavorando alla stesura, ma tra Gennaio e Febbraio si riprenderà.

Qual è la magia della tua scrittura? L’ingrediente segreto?

Caffè?! (ridiamo tutti, ndr)

Alex Pietrogiacomi