Lo sport delle parole

di Francesco Quaranta

Parlare con te mi ha ricordato Juventus-Bayern Monaco: io ci ho messo cuore e grinta, ma tu mi hai preso a pallonate e alla fine m’hai pure regalato la maglia.
Che poi, io ero venuto solo per scopare.
Esplicitare questa cruda intenzione, emblema dei modi che non digerisci, mi avrebbe forse garantito di essere vomitato fuori dalla tua vita e dalla tua dieta priva di carne. Perciò ho optato per un approccio più morbido. D’altronde lo sai meglio di me: sono Gemelli; pensiamo una cosa e ne facciamo un’altra, diamo degli appuntamenti a noi stessi e poi non ci presentiamo.
Il mio desiderio (chiamiamola attrazione diversamente platonica, per essere politicamente corretti), l’avrai letto da qualche parte nei movimenti incerti delle mie mani o nei miseri tentativi di articolare verbo finiti alti sopra la traversa. Invece di lanciarmi una scarpa in testa, però, hai scelto di indossarne un paio e cominciare il match con il sottoscritto.
La rosa di buoni argomenti da proporre per mostrarti chi sono, ripassata e allenata più volte nei giorni precedenti e fin sulla porta di casa tua, si è dimostrata vera e accorata. Onesta e genuina nella sua mediocrità.
Sezionando ogni singola frase che riuscissi a pronunciare, ne rompevi l’involucro per tastare e manipolare i pensieri che la animavano. Serena, con il sorriso: l’allegro chirurgo dai begli occhioni svegli. Tant’è che per un attimo ho pensato di poter trovare Leggi il resto dell’articolo