Tre parole illeggibili

Pubblichiamo un racconto inedito di Ivano Mugnaini, autore del libro L’algebra della vita (Greco e Greco, 2011).

Aristide Nicodemi cercava da anni un senso all’attività che lo portava a sporcare il bianco immacolato dei fogli con simboli grafici. Gli venne in mente un parallelo: senza alterigia, quasi con pena, si accorse che lo scrittore è una specie di dio, un essere costretto alla creazione, incatenato alla necessità di dare carne e sangue a pensieri eterei. In ogni racconto e in ogni romanzo uno scrittore prova a generare un mondo, fragile, traballante, minato dalla violenza dell’imperfezione, dalla bruttezza e dall’assurdo. Le alternative sono due: interrompere l’attività, negando in tal modo la sua natura innata, oppure individuare il percorso che conduce alla comprensione profonda, difficile, forse utopica. Leggi il resto dell’articolo

La società dello spettacaaargh! – 4

[La società dello spettacaaargh! 1 23]

Caro Jacopo,

mi spiace davvero di non poterti svegliare da quello che chiami «incubo», ma in questa veglia che oscilla tra l’orribile e l’assurdo, se ti è di qualche consolazione, non sei solo.
Concordo con te quando parli del precipitare «dalla […] contraffazione della logica, che allontana il concetto di verità della realtà, all’inconsistenza della realtà, che genera indifferenza», e di come ciò si accompagni al «deterioramento della capacità morale» (ossia «capacità di sentire i valori») che «agisce come un feedback anche sulla logica e sulla verità, perché anche nella logica non cogliamo più valore, e anche nella verità non cogliamo più valore, e l’indifferenza si rafforza». E ti ringrazio, perché, per dirla come Montale, hai dichiarato certe dinamiche «con lettere di fuoco» che bene restituiscono il loro agire brutalmente su «l’animo nostro informe». Non era compito facile, ma ci sei riuscito egregiamente. Leggi il resto dell’articolo