La via del gatto

di Luca Lampariello

Ogni mattina, dalla finestra di camera, Giorgio vedeva un gatto tigrato fermo sul ciglio della strada. Il gatto se ne stava lì, tutto raccolto, lo sguardo puntato in alto. Si osservavano. Poi il gatto andava via. Era diventato un appuntamento quotidiano con un certo valore. A Giorgio piaceva l’idea di svegliarsi e trovare il gatto. In quella ripetizione privata si sentiva un po’ sognante.
Un paio d’anni prima che la figlia si trasferisse a Roma per l’università, mentre era impegnato in una battuta di caccia con gli amici, Giorgio trovò un cucciolo di cinghiale accanto a una quercia. L’animale si confondeva, quasi, con il tappeto di foglie secche. Richiamò l’attenzione degli altri, e insieme lo portarono nel piccolo borgo dove abitavano. Decisero di metterlo dentro un recinto dietro le stalle, in una porzione di terreno all’interno di un boschetto di lecci. Nelle prime settimane quel cucciolo con il pelo marrone a strisce chiare non faceva che ricevere visite. I bambini correvano a vederlo e a dargli da mangiare non appena potevano.
– E cosa ne farete? – gli domandò Federica, la figlia, a cena, gli occhi piccoli dietro gli occhiali che lo stavano già biasimando Leggi il resto dell’articolo

Krampus

di Luca Lampariello

– Allora, me la dai questa sigaretta? – si lamentò Alessia, chiusa nel piumino color crema. Camminava qualche passo dietro a Tommaso, stufa di mercatini e luci natalizie, nauseata dall’odore di würstel e vin brulé. Lui la detestava, come detestava la loro situazione, Merano, quel viaggio improvvisato e ridicolo.
– No, te l’ho già data prima. Compratele.
– Eddai, non ho un euro!
Era vero, stavano finendo i soldi. A pranzo avevano preso due bomboloni e un caffè americano in due. E dovevano ancora pagare lo squallido ostello per la notte e il treno il giorno dopo. Si avvicinarono al parapetto sul torrente. Tommaso prese il pacchetto e sfilò due sigarette.
– Tieni, scroccona!
Alessia aveva il naso rosso per il freddo, le guance tirate e stanche. In silenzio, fumando, osservavano il movimento degli altri. Ragazzi e coppie e signore in pelliccia in mezzo a luci multicolori. Le casse attaccate ai lampioni mandavano musiche di Natale. Sulla destra c’era una baita dove si vendevano giocattoli da collezione, palle per l’albero e decorazioni artigianali. I clienti si comprimevano lungo lo stretto passaggio tra gli scaffali, si spingevano l’un l’altro e imprecavano ma anche si meravigliavano per la bellezza di quegli Leggi il resto dell’articolo