La domenica ecologica

di Francesca Fiorletta

“Sono una madre povera, mio bambino non ha latte per mangiare”
La nenia disperata parte dal fondo della carrozza, metro B, direzione Laurentina, fermata Cavour.
Due sedicenni romane ridacchiano tra loro, “anvedi questa”, lo smalto laccato dai colori pastello, le frangette nero corvino, la gomma da masticare che odora di cedro e frutti esotici.
Un compagno più maturo, non ancora maggiorenne, sembra redarguirle con lo sguardo. Sta dritto in piedi davanti a loro, ha i capelli lunghi, castani, ondulati sulle punte, un anello di metallo all’indice, uno al medio, un divaricatore al lobo. Annuisce in silenzio mentre s’avvicina alla porta, dice svelto “alla prossima”, poi si volta di sguincio verso la voce che miagola:
“Solo pochi soldi, io porto con me fotografia dei miei figli”
Una signora in abito marrone tira su col naso. È grassoccia e attempata, gli occhiali da vista con la catenella legata al collo, un filo senza tempo di rugosi rombi traslucidi, verde bottiglia, le mani piccole e tozze, un bracciale di evidente caratura da bigiotteria.
L’espressione si fa sempre più cupa, accigliata. È triste, di un languore che sembra ormai incurabile, guarda fisso in Leggi il resto dell’articolo