Obesità

di Simone Lisi

A volte mi domando come la gente passi le giornate. È un riflesso, di certo, del mio proiettare nell’universale problematiche particolari, che è come dire mie.
Mann lo direbbe tramite Settembrini, e lo direbbe meglio. Diana direbbe d’altronde che questo è semplicistico e io allora mi vedrei costretto a replicare parlando della semplicistica psicologia maschile, così per escluderla dall’ambito della discussione.
Ci sono questi miei nuovissimi compagni di corso, di cui non so niente, un po’ più giovani di me, poco in effetti, anche se a me sembra tanto, che leggono Nietzsche e non sanno una parola d’inglese, che ricalcano tutti gli stereotipi imputabili a uno spagnolo medio e affermativo, nel senso di ottimista, non è chiaro in cosa, nella loro bruttezza. Alcuni sembrano delle scimmie, su venti ce ne è uno che si salva, anche se a pensarci meglio non si salverà nessuno. Ma non è questo. Mi domando come passano le giornate, solo questo. Come passa le giornate l’obeso che legge Ecce homo e se la ride, inconsapevole che quel libro è scritto contro di lui, ridendo di se stesso. È una risata di risentimento, nervosa, anche se con la sua camicia larga e i pantaloni Leggi il resto dell’articolo

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Let. In. 5

Let. In.
Antologia di Letteratura Inesistente a cura di Carlo Sperduti
(#1 – #2 – #3 – #4)

I GRANDI CLASSICI DELLA LETTERATURA INESISTENTE

Er Lando curioso
di Liutofico Arrosto
(Ed. Paoline Paperine)

Vicende grottesche di un trasteverino impiccione che si occupa continuamente degli affari altrui. Giocato sui toni cari al Belli in forma di poema, l’opera narra la storia di Lando, un sagrestano della Roma papalina che aveva praticato un foro nel confessionale di Padre Prepuzio. Attraverso quel pertugio il sagrestano riusciva a percepire i segreti dei fedeli della parrocchia di Santa Apollodora per poi tentare di sfruttare le conoscenze acquisite in modo così malandrino a vantaggio personale. I tentativi di ricatto per ottenere monete o favori sessuali finiscono sempre in una clamorosa rotta per il povero Lando, che per consolarsi è costretto a ritirarsi sopra il campanile e suonare il corno.

Bruno Di Marco

Castro Don Gesualdo

Nel romanzo di Verga (pseudonimo di Walter Ego) riviviamo, attraverso il diario di un padre di famiglia, i tragici avvenimenti che spingono il protagonista, esasperato dagli atteggiamenti ambigui e dalle turpi inclinazioni di un curato di campagna, a farsi giustizia a modo suo. Leggi il resto dell’articolo