Perché Totem

di Alex Pietrogiacomi

Il mondo editoriale sta cambiando sotto ogni aspetto. Abbiamo ogni giorno sotto gli occhi le varie manovre che modificano, rinnovano, abbattono, sacrificano la scrittura, il libro (che sempre più è Oggetto e non Soggetto) e soprattutto l’autore, esordiente e non che sia.
In questo momento di grande confusione dove a farla da padrone è sempre di più il mercato e la vendita spesso ci si ritrova spaesati e completamente abbandonati a sé stessi anche dalle case editrici che puntano sullo scrittore e il suo lavoro. E al di là delle questioni autoriali, gli stessi addetti ai lavori (leggasi traduttori, grafici, uffici stampa, redattori etc) sono sempre più sottomessi a uno stato di marginalità precaria imbarazzante.
A rincuorarci e a venire incontro alle esigenze tutte le teste pensanti, che credono nella qualità del libro e ne sono concretamente artefici, arriva TOTEM, una nuovissima e dinamica agenzia che permette di respirare aria fresca e finalmente pulita.
Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Anna Voltaggio per addentrarci ancora di più in questo progetto che a nostro parere ha davvero colpito nel segno, per attitudine, mission e professionalità.

A.P.: Perché totem?

A.V.: Il totem, dal punto di vista storico e antropologico, è un emblema. Per alcune popolazioni antiche rappresentava l’animale guida, ed era il punto di riferimento dell’intera comunità. Metafora perfetta per rappresentarci: in noi, una comunità di autori, editori, addetti ai lavori e lettori, può trovare un punto di riferimento fondamentale. Stando alla contemporaneità, invece, il totem ha assunto diversi significati: a volte è un oggetto che fornisce informazioni, altre può indicare il giusto ingresso, segnalare il percorso corretto, evidenziare zone di interesse e poi, naturalmente, pubblicizzare qualcosa: in libreria, per esempio, presenta ai lettori un testo considerato importante. Tutte queste caratteristiche, in parte simbolicamente e in parte concretamente, si incarnano alla perfezione nella nostra agenzia. Ecco perché Totem. Leggi il resto dell’articolo

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Domani nella battaglia pensa a me

"La battaglia è finita", tecnica mista su tela, 100x150 cm, 2009 © tutti i diritti riservati, Martina Donati

"La battaglia è finita", di Martina Donati, tecnica mista su tela, 100x150 cm, 2009 © tutti i diritti riservati

DOMANI NELLA BATTAGLIA PENSA A ME *

“Domani, almeno domani nella battaglia pensa a me”, mentre guarderò la spada che si fisserà nel terreno polveroso, brandita ad eterno simbolo di coraggio sentirò i tuoi occhi sulle mie spalle e sulla mia vita, che come un alito di vento ricordano la nostra vita, ed io sentirò l’odore delicato e senza tempo dei tuoi seni, baciati forsennatamente in estate ed in inverno (…)

“Domani nella battaglia pensa a me”, mentre io piangerò di nascosto, perché un militare non può aver paura, perché un uomo che guida altri uomini non può dirsi debole, neanche quando il nemico assume una forma sconosciuta e la tua vita sembra abbandonarti. Se tu ci fossi raccoglieresti queste piccole lacrime, ma la tua assenza in questo campo è la cosa più forte, più della guerra, più del sangue (…).

“Domani nella battaglia pensa a me”, mentre uccido un altro uomo che non vorrei uccidere, mentre incrocio tra il crepitare del fuoco lo sguardo del mio compagno, e mentre combatterò cercherò di dimenticare il tuo nome, e il dimenticarti diverrà rabbia, rabbia per tutto l’amore non vissuto, rabbia per questa invereconda distanza, rabbia per tutta la vita e per tutta la morte che trascorreremo distanti e pensami, pensami per un istante, pensami quando ero senza di te, pensami perché mentre morirò in una città straniera, l’amor mio non morirà e il sangue versato diverrà linfa per il mio ricordo (…)

“Domani nella battaglia pensa a me”, pensa che forse un giorno ci rincontreremo nel silenzio di agosto o nelle piogge di settembre, e non ci saranno morti, non ci sarà nessun altro uomo e nessun altra donna o guerra che ci allontanerà, e un taglio, solo uno, sulla mia pelle ti dirà che il pensar tuo è arrivato a me.

Massimiliano Coccia

* estratto da Polvere e luce (edizioni Fermento, 2009)