Il giorno che diventammo umani

di Francesca Chiappalone

Il giorno che diventammo umani
di Paolo Zardi
Neo edizioni (ottobre 2013)
Pag. 203, Euro 14,00

Scrivere di quanto l’essere umano sia difettoso o debole è piuttosto facile, non mancano le parole, è una condizione che viviamo e che, se proprio evitiamo di foderarci gli occhi con gli unicorni, non possiamo non notare. Farlo con grazia, con la punta dell’ironia temperata, con quel tipo di dolcezza che accompagna la sconfitta e le mani vuote, è invece più complicato. Non basta il talento, la maturità, il giusto peso che diamo alle parole, bisogna essere consapevoli della natura che portiamo addosso, della sua labilità, e continuare comunque a tenere il mento alto, l’orecchio teso, la possibilità di una risata tra le parole tradimento, perdita, malattia.
Paolo Zardi sembra che abbia proprio quel tipo di dolcezza, un modo di farti ridere anche se dieci pagine prima ti aveva fatto piangere dentro la metro. E nemmeno ti deve spingere, dentro le sue storie, perché sono quadri dentro i quali salti da solo, senza dover essere per forza felice e contento come Mary Poppins. Ritratti di persone che potrebbero assomigliare a chiunque e che si trovano, per la prima volta lucidi, davanti alla vita, in tutto il suo miscuglio di schifo e desiderio.

Qual è il giorno in cui siamo diventati umani?
È proprio quel che ci si chiede leggendo questi racconti (qui uno dei racconti in anteprima, ndr) che sono intrecciati con lo stesso filo Leggi il resto dell’articolo

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